12.3.17

Lego Dimensions

Uscito in Italia lo scorso autunno, Lego Dimensions è un incrocio tra il classico Lego e un videogioco. Un "gioco ibrido", come scrivono sui cataloghi. Prima di trovare il personaggio sullo schermo, apri le buste e te lo monti.
Già da quando sono entrati in casa i videogiochi Lego Star Wars di Traveller's Tales, da una decina d'anni piú o meno, hanno rapidamente soppiantato tutti i nostri altri passatempi elettronici. Se negli anni Ottanta giocavo a Starquake sullo ZX Spectrum, nei Novanta a Doom e in seguito a Final Fantasy, i giochi Lego di Traveller's Tales mi hanno dato indietro una cosa di cui tanti altri sviluppatori sono stati avari: il tempo.
Se è vero che in Doom e derivati si poteva salvare in ogni momento e un veloce passatempo di pochi minuti era sempre a portata di mano, non è un beneficio da prendere per scontato con i videogiochi. Final Fantasy 8 in questo era crudele: boss finali si frapponevano fra Squall e un salvataggio dopo rocamboleschi fugoni estenuanti, con le armi scariche e la squadra mezza morta. Sparatutto e survival, dal lato loro, pur permettendo tutti i salvataggi che vuoi, ti mettevano di fronte a situazioni per niente rilassanti.
Sei circondato da polli alla diavola nel laboratorio. C'è mezzo caricatore per la pistola scarica: per averlo devi superare due bidoni esplosivi e otto polli alla diavola. Mira bene.
Oppure: montacarichi in un lago di acido. Se calcoli esattamente il decimo di secondo puoi sparare al boss, che intanto genera mostri dal nulla. Loro ti sparano, ma tu non badare alle ferite! Ops, ti hanno spinto via dal montacarichi.
Sono situazioni da niente, via. Bazzeccole. Tutti noi giocatori le abbiamo superate piú volte con un pochino di ostinazione e, all'occorrenza, qualche parolaccia. Ma mi permetti per un attimo di mettere il dito sull'ovvio? Non. Sono. Rilassanti.
Avere in mano un pupazzetto di mattoncini è un'altra cosa. Rappresenterá un personaggio di un film, sará anche catapultato in un momento di tensione, ma è un pupazzetto di mattoncini. Se si smonta lo rimonti. Anzi, riappare a video cosí com'era prima. Anziché prendere una giornata per una partita carica di tensione, posso distrarmi quei dieci minuti / mezz'ora senza tensione, per poi andare avanti con altre faccende.
Fino a Dimensions.
Il numero 7 campeggia sulla confezione base di Dimensions come etá minima consigliata. Dal costo che a suon di extra fa in fretta a diventare elevato, al tono di avventure come quella di Homer in cui un adulto potrebbe riconoscere se stesso con un sorriso amaro, trovo quasi che l'etá per apprezzarlo al meglio sia piú vicina a 37.
Che il kit base di Dimensions costi di piú degli altri giochi Traveller's Tales, è ben giustificato. C'è il disco di gioco, con cui di per sé accedi a una quantitá di contenuti paragonabile agli altri Lego, ma soprattutto le buste di mattoncini con cui montare i primi tre personaggi, la Batmobile e lo scenario del portale multidimensionale, oltre al contundente tabellone di gioco dove poggerai scenario e pedine.
È un kit base, e appare presto chiaro che per sbloccare gli extra ti armerai di carta di credito o debito per andare a comprare le scatole con personaggi e veicoli aggiuntivi. Perlomeno i veicoli: i personaggi si possono reclutare al volo spendendo solo qualche gettone di gioco. Gli extra danno accesso ai livelli "mondo" del proprio universo, ma alcuni ("level pack" e "story pack") permettono di giocare livelli aggiuntivi, o intere storie (con tanto di scenario da costruire e montare sul tabellone contundente). Il divertimento e il passatempo sono assicurati: decine di pedine e scenari da montare, interi giochi tutti accessibili dallo stesso disco!
Rispetto agli altri giochi Traveller's Tales appare chiaro uno svantaggio: Dimensions richiede piú spazio. Anche con il solo kit base andrai presto a cercare un contenitore per le pedine. Richiederá forse anche piú tempo?
Mentre negli altri giochi Traveller's Tales un livello di gioco dura mediamente mezz'ora, i livelli di Dimensions si spingono facilmente all'ora. In piú, nota dolens, le avventure di alcuni "level pack" non sono neanche divise in sezioni con un "checkpoint" di salvataggio: armati di un'oretta libera abbondante perché le giocherai tutte d'un fiato.
Detto questo, se il Dottor Who o Doc Emmett Brown (che abbiamo entrambi nella valigetta a scomparti!) ci accompagnassero indietro nel tempo, assolutamente compreremmo di nuovo Lego Dimensions! Il bilancio è chiaro: la quantitá di divertimento e di trovate surreali vale la pena eccome.

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