16.6.16

Faber Castell Loom

Ne ho avuta una, l'ho rotta e mi piaceva così tanto che dopo un po' l'ho ripresa. È la Loom, una stilografica di fascia entry-level prodotta da Faber-Castell.
Corpo in acciaio satinato (nella foto è cromato, perché viene da una variante “Loom Piano” altrimenti identica), cappuccio di un colore vivace a scelta, impugnatura in alluminio satinato dalla forma bombata e abbondante.
Se noti nella foto le mie dita a salsicciotto e hai mai provato a doverti industriare per tenere qualcosa in mano, hai già capito come mai sono tornato a prendere una seconda Loom, dopo aver distrutto il cappuccio della prima. Il merito è in larga parte di quest'impugnatura comoda, cicciosa. Anche se è di metallo, i rilievi trasversali permettono di tenerla fra le dita senza che scivoli via.
Altro gran merito della Loom è la robustezza del corpo: avendo l'impugnatura in alluminio, anche il filetto che si avvita al fusto è dello stesso materiale. Stringi quanto vuoi, anche insistendo per stipare la cartuccia di riserva. In questo modo da giovane ho rotto delle Pelikano e una Niji, ma non la Loom.
Quello che tre anni fa ho rotto della mia prima Loom è la clip. Vedi quell'aspetto squadrato, postmoderno, che con la sua lucentezza sembra metallo cromato? Fidati del calore al tatto: non è fredda come il fusto. È plastica.
Come faccio a saperlo? Con la tasca dei jeans l'ho piegata talmente che ho preferito prendere un seghetto e toglierla. Dentro il blocco di plastica c'è un'anima d'acciaio che garantisce l'elasticità e non poteva essere sistemata senza toglierla. La nuova Loom terrà la clip alla larga dalle tasche dei jeans.
Il pennino Faber-Castell ha una scorrevolezza davvero piacevole. Ha un po' di ritorno al tatto e fa quel tanto di fruscio, ma per una penna della fascia di prezzo della Loom si può trovare davvero di molto peggio.
Il flusso è contenuto: usando inchiostri più viscosi e/o carte molto lisce, è facile che la penna tenda a saltare qualche millimetro di tratto ogni volta che si stacca e si riabbassa il pennino.
È invece impeccabile il comportamento quando uso inchiostri più fluidi. Ho svolto prove con le poche marche di inchiostro che ho in casa: più viscosi i Quink e 4001, più fluidi i Diamine e Lamy.
Per gli inchiostri più fluidi vale il solito avvertimento della carta: carte economiche, porose o da fotocopie sgorbiano e sbracano il tratto in dimensioni da pennarello. Ma nella mia esperienza non sono necessarie carte pregiate: uso con piacere quaderni Pigna e Favini fatti per la scuola.
Veniamo al sodo: ti consiglio o non ti consiglio una Loom?
Beh sì, te l'ho detto, ne ho prese due!
Ha un'impugnatura rilassante, un pennino scorrevole e in cambio chiede solo di evitare gli inchiostri più viscosi e carta da fotocopie. In altre parole, tratta bene il padrone che la tratta bene.

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