22.5.16

La terza memoria, Maico Morellini

Seconda uscita in Urania per Maico Morellini. La terza memoria si allarga con una certa confidenza fra fantascienza e horror, con sangue dappertutto e un futuro ridotto a quattro gatti regrediti a una preistoria di fatto.
In questo mondo dai confini ridimensionati, la piú grande potenza conosciuta ha una forza armata di sí e no duemila Militi, e governanti che si contano letteralmente sulle dita di una mano.

La scrittura è proibita, per nostra tutela: il Verbo può compiere prodigi fin troppo grandi, nel bene e nel male. Allo straniero giunto al remoto Nord è bastato scrivere "fiamme" per scatenare un inferno sull'orda dei suoi assalitori.
A Roma è tempo di agire: mentre una valente Consigliera viaggerá a nord per investigare, l'ordine architettonico dei Numeri sará restio a unirsi al Consiglio. La Torre dei Numeri è animata da un'antica tecnologia incomprensibile: è improbabile che il Maestro dell'ordine ne scopra i segreti in tempo per opporsi al Consiglio, vero?

Non si risparmia certo il sangue. Porterei un attimo l'attenzione su come stanno messi i Consiglieri e i loro Adepti: indossano una gabbia di metallo chiamata Regola, che non solo li costringe a una postura impettita, ma pesca perennemente sangue dalle carotidi. Alla vita portano il Fato, una tavola di pietra levigata che si usa con uno la Legge, uno stilo che occorre caricare con il sangue attraverso la Regola.
Se per caso la Regola non è di acciaio sterile, non fatemelo sapere! L'intero setting non brilla per il rispetto di severe norme igieniche, ma immagino che un Consigliere assaltato dai non morti da ogni lato non si faccia troppi scrupoli.
Com'è auspicabile, un bel ribaltone finale spiega cosa sta succedendo, da quale prodigio del mondo post-contemporaneo arriva il Verbo, e qual è l'attinenza con il prologo in cui si ammonisce che non ci saranno altri bambini.
Durante tutto il romanzo ho trovato stiracchiato il comportamento iroso e impulsivo della Voce, l'uomo piú potente e influente del mondo conosciuto, finché i tasselli non sono andati a posto e anche questa sua peculiaritá ha trovato una possibile ragione. Complimenti alla Voce per aver raggiunto il vertice del Consiglio nonostante un'indole impulsiva!
Il mondo conosciuto sopravvissuto al disastro del Disordine è comunque poca cosa. Fa sorridere, visto con gli occhi del Ventunesimo secolo: a fatica i Consiglieri possono raggiungere la ex Pianura padana, e in ogni caso a ben pochi è consentito leggere, scrivere o reperire atlanti antichi, pertanto ogni domanda sulla vastità e sulla forma della Terra è prematura.
Tirando le somme: una preistoria rediviva, negromanti, tanto sangue e un potere distruttivo per la parola scritta.

Nessun commento:

Posta un commento