29.5.16

Di metallo e stelle, Luca Tarenzi

Luca Tarenzi avverte dovunque può: "Di metallo e stelle non è un romanzo storico". Lui si è preso alcune libertá per esigenze di trama, ed è stato cosí gentile da elencare esattamente quali, in una postfazione.
Milano, 1499. Leonardo da Vinci è consulente militare di Lodovico il Moro. Le morti sospette iniziano pochi giorni prima che i mercenari dei francesi avviino la conquista di Milano: un soldato del Castello Sforzesco è precipitato dalle mura.
Giacomo da Vimercate, il giovane apprendista di Leonardo, è un giovane scavezzacollo e compie spericolate avventure notturne per poter dare un'occhiata di persona al corpo. Ma le stranezze non vengono dal corpo, bensí da una creatura incappucciata. L'estraneo si muove nella notte con agilitá e forza impensate, e come se non bastasse il maestro Leonardo bofonchia di essere "L'unico responsabile".
Sembra proprio che non ci siano speranze. Né per la cattura della creatura, né per Milano, né per la giovane dama Cecilia che posa per un dipinto con l'ermellino.

Tolto il velo alla finzione, accettato che la storia cosí com'è narrata è puramente di fantasia e i fatti non sono andati cosí nella realtá, Di metallo e stelle è un romanzo strepitoso.
C'è tutto: tensione tesissima, la sapienza dell'alchimia, l'eroe braccato da tutti nei passaggi segreti del Castello. Non mancano delle sane botte da orbi fra automi, mentre volano calcinacci da tutte le parti durante la battaglia.
Si può ben dire che, per il sapere scientifico dei tempi di Leonardo, una storia come questa avrebbe potuto a buon diritto definirsi fantascienza!

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