6.3.16

On Writing. Autobiografia di un mestiere, Stephen King

Dopo che la precedente edizione Sperling è andata a ruba ed è rimasta non disponibile per anni, finalmente On Writing è uscito di nuovo grazie a Frassinelli, e io l'ho potuto leggere.
On Writing è un manuale di scrittura, o è un’autobiografia? Risposta lapidaria: sì.
Stephen King dice: “Questo è un libro breve perché la maggior parte dei manuali di scrittura creativa sono pieni di stronzate”. E parte raccontando una serie di episodi della propria vita, quelli che secondo lui hanno contribuito maggiormente alla propria crescita come scrittore.
È la tesi di King: la vita forma lo scrittore. Nella sua onestà, l’autore ci dà la sua ricetta, tutta quanta. Con le sue istruzioni, saremmo in grado di ricreare un altro Stephen King, senza barare. È proprio così?
La ricetta di King non è particolarmente complicata. Fare esperienze; lavorare sodo; lavorare di mattina, prima che arrivino altre incombenze a rubare tutta la giornata; scrivere tutti i giorni; amare la narrativa; leggere un casino. Poi ci sono anche un minimo di accorgimenti tecnici, che si possono riassumere in: essere diretti e onesti; saper tagliare.
Chi si aspetta un vero e proprio manuale con trucchi e istruzioni rimarrà scornato nel vedere quanto poco questo libro vi assomigli. Ma d’altronde King non nasconde cosa ne pensa: la maggior parte “sono pieni di stronzate”. Non è la strada della teoria, ad essere stata preponderante nella sua formazione. On Writing insegna quanto sia importante il resto. Vivere appieno i dolori, lasciarsi formare, amare la narrativa fino a dedicarle tutto il tempo che chiede.
Incidentalmente, nel nuovo millennio (cioè da quando è stato scritto), On Writing è il testo di scrittura creativa che ho trovato citato più di tutti da altri manuali e corsi, dopo il famigerato pamphlet del professor Strunk: varrà ben la pena di dargli un’occhiata!

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