9.3.16

31. L'accademia di Anjur, Federica Petroni

Shani abita nello sperduto paesotto montano Fainort, con le sorelle e il padre. A Fainort la vita è dura, gli inverni sono duri, la ferrovia è lontana e nessuno ha mai visto un orologio. Mai e poi mai Shani si aspetterebbe di avere a che fare con raffinata gente di città, figurarsi essere valutata e reclutata dalla prestigiosa accademia militare Qarta, nella capitale Anjur.
Ringrazio l’amica Elena di Cioccolata di parole per aver puntato il dito verso questo libro. Trovo così tanti lati positivi, che faccio fatica a contarli.
Comincio dall’ambientazione, uno “steam fantasy” credibile e descritto con un buon dettaglio, ma senza essere invadente. Il viaggio in treno e gli scorci di Anjur e Harlan sono delle vere e proprie gite turistiche. La parte fantastica dell'ambientazione deve molto alla trovata della lega chiamata Mergirio, che levita grazie ai poteri mentali degli Archenomisti e permette a Shani di salire a bordo di una lussuosa nave volante, a parte il piccolo dettaglio di permetterle in primo luogo di avere a che fare con Qarta e iniziare le sue avventure.
Istruttori e allievi di Qarta sono una buona carrellata di tipi umani, dai nobili baldanzosi agli sgangherati più alla mano con cui la rozza montanara si trova a stringere meglio un legame. Frequentando un'accademia militare ci si aspetta di aver a che fare prima o poi con l'alta società, anche questa delineata con pennellate secche di caratteri decisi e barriere burocratiche invalicabili.
La montanara Shani ha tutto quello che si può chiedere a una protagonista. Abituata fin dal paesotto rustico a gestire sbruffoni e bulletti e darsi da fare di gran lena per superare le difficoltà, la sua crescita appare un percorso naturale, quasi inevitabile. Non vorrei mai averla contro, davvero.
La trama è un intarsio di fili introdotti pian piano. Da regole non scritte che lasciano impuniti i colpi bassi, a una serie di bastoni fra le ruote, a un complotto sovversivo scoperto in circostanze grottesche.
Per le caratteristiche dell'ambientazione steam fantasy e anche per la qualità del costrutto, 31. L'accademia di Anjur mi ha ricordato moltissimo vari Final Fantasy, soprattutto l'ottavo. FF8 ha motori a scoppio e armi da fuoco (diesel fantasy? no way, ne ha la tecnologia ma non l'atmosfera), ma condivide la presenza rassicurante del treno e l'eleganza dell'accademia militare. In più di un'occasione ho avuto reminescenze di portare Squall Leonhart e i suoi amici ai loro primi ingaggi militari.

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