29.2.16

Il Nuovo Sistema, Guido De Eccher

Il Nuovo Sistema, che governa il paese da cui arriva Lara, impone ai cittadini la normalità.
Nelle settimane che ha passato nel reclusorio di stato, a causa della sua scarsa normalità, Lara ha imparato a mascherare i pensieri inserendo codici pseudocasuali. Anche Albert, nei dieci anni passati in carcere per le proprie idee, ha imparato a chiudersi componendo a mente un intero romanzo.
Macchine e antenne per il controllo mentale esistono o non esistono? Sono voci lasciate circolare per favorire la paura da parte dei cittadini, o sono strumenti effettivamente in mano al governo?
Di tanti romanzi distopici che ho visto spuntare negli ultimi anni, questo Il Nuovo Sistema ha un'atmosfera che trovo raramente, e che mi ricorda classici come 1984 o THX1138. È un clima soffocante, in cui l'oppressione schiaccia talmente le vite dei singoli cittadini da entrare in ogni gesto quotidiano.
Dove si esercita la repressione, si può immaginare, i cittadini hanno paura. Non sanno dove si può annidare un agente dei servizi segreti. Magari reclutato fra insospettabili, come un ribelle uscito da dieci anni di carcere duro per reati di ideologia e che si trova preclusa qualsiasi altra opportunità di rifarsi una vita. I cittadini non possono sapere se l'affabile Gany è un impresario di pulizie o un viscido funzionario delle spie di stato.
Così delle scene familiari come il ritorno di Albert dal carcere o il ricongiungimento con il fratello diventano un teatro dell'orrore, in cui i familiari hanno la vitalità degli zombie, talmente è la paura di tirar fuori un argomento di conversazione che non sia "normale".

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