29.11.15

Computer: alcune precauzioni

C'è una grande emergenza nel mondo di oggi.
Fette sempre più grandi delle nostre vite e della nostra produttività sono affidate ai computer e a una rete globale. Una dimensione digitale ci circonda in ogni momento, mentre noi non facciamo alcuno sforzo per capire cos'abbiamo in mano, come si usa, quali effetti ha sulla nostra vita.
Tu, là in fondo, non fare l'occhiolino al vicino di sedia, mentre stai postando un autoscatto su quel sito tutto blu: hai controllato se il simbolo di fianco a “Pubblica” mostra un globo o un paio di sagome umane? No? Allora siediti per bene che interessa anche a te.
Voglio farla facile e affrontare di petto alcuni problemi. Alcuni atteggiamenti digitali che tu hai, e che non ti fanno affatto bene.
1: Backup? Cos'è?
I dischi fissi non ti avvertono quando si stanno per friggere. Idem le chiavette usb e gli spazi cloud come Dropbox o Google Drive, soprattutto se sono gratis e non hai appuntato la password.
Affrontiamo la realtà: nessun dato è al sicuro se non l'hai scritto almeno su due supporti diversi. Fisicamente diversi, non due partizioni dello stesso disco (se non sai di cosa parlo, compra una chiavetta in più che non si sa mai).
Ai tuoi dati può succedere qualsiasi cosa. Magari mai, ma magari oggi si guasta proprio il disco del tuo pc che è stato assemblato in tutta fretta nel lontano Oriente da un team di poveracci per abbattere i costi.
O magari ti scappa il clic che scatena il virus (tecnicamente, i virus degli anni Novanta non circolano più, li dovrei chiamare malware cioè programma genericamente malevolo, ma usiamo il vecchio nome che ci capiamo) che ti crittografa tutti i file e ti fa trovare un bel conto corrente da rimpinzare per pagare il riscatto. (Lo fanno. È un tipo di attacco che va per la maggiore negli ultimi anni.)
Come ti proteggi? È semplice, devi avere già fatto il backup delle cose importanti. Fallo oggi e sorridi domani.

2: Sono amministratore del mio computer
Appena compri un computer, è ovvio, hai il permesso di amministrarlo. Cosa vuol dire questo termine complicato?
Installare programmi, aggiornarli, configurare il sistema, creare i profili di chi lo userà, tutte le operazioni che hanno effetto direttamente sul sistema si chiamano con questo termine astruso: amministrare.
Appena lo compri, la tua prima difesa è creare un profilo per la tua stessa persona, che sia un profilo nuovo e senza il permesso di amministrare. (Windows XP lo definiva limitato, Windows 8 lo chiama standard, ma il concetto è quello: non “administrator”.)
Ti sto consigliando di separare i profili: con un profilo “administrator” amministri il marchingegno, quindi installi i programmi e i driver, li aggiorni eccetera; con un altro profilo, senza “privilegi”, lo usi.
Il motivo è presto detto: Internet è una giungla. Quando inciampi su un virus o un programma malevolo, questo ha i tuoi permessi. Se sei allegramente amministratore e dopo qualche settimana trovi il marchingegno più lento, con il disco che frulla come un Pastamatic mentre sembra che non faccia niente, con cascate di finestre che non capisci, non ti stupire.
Al lavoro, se navighi con un profilo che ha il permesso di amministrare tutta l'infrastruttura IT della tua azienda e visiti siti diversi da quello della nuova versione del gestionale che stai aggiornando, potresti causare danni di varia natura ed entità. Meglio tenerne conto.
Oltretutto, passato il Duemila non si tratta neanche più strettamente di navigare: sempre più programmi sono sempre attaccati a qualche sito. Soprattutto se sono associati a qualche risparmio troppo allettante.
Quindi, anche se ti sembra di perdere un minuto prezioso, fatti un favore: separa i profili.

3: Cosa mi hanno mandato? Boh, apro e guardiamo
L'ho detto, Internet è una giungla.
Ma non si tratta del ragazzino brufoloso e sfigato che la letteratura degli anni Ottanta ha associato all'immagine romantica del pirata informatico. È un'industria del crimine. Come industria, opera investimenti e si attende risultati.
Loro vogliono il tuo conto corrente, la tua password di questa e quella rete, la tua rubrica. Rivendono dati privati a lotti di migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia. I loro investimenti sono innovazioni che trovano sempre nuovi modi di scavalcare le protezioni degli antivirus esistenti e di far psicologicamente presa sui destinatari delle comunicazioni.
Un antivirus può riconoscere alcuni schemi, può attivarsi e salvarti quando fai clic, può intercettare il marrano prima che ti scriva, ma magari sei proprio tu a beccarti la trovata che è stata diffusa solo oggi e non la conosce ancora nessuno.
Quando ti mandano un allegato o un collegamento, chiedere una conferma costa pochi minuti. Riparare un danno può costare anche un'intera settimana di tutto un reparto IT, o peggio, e se mancano i backup potresti dover rifare da capo un sacco di cose.
Quindi, cerca di avere consapevolezza di cosa stai per aprire.

4: Ogni cosa che faccio, mando una foto su quel sito tutto blu
Quel sito tutto blu ha un sacco di iscritti, ma proprio tanti.
Su quel sito tutto blu, tanta gente ha ricevuto condanne per diffamazione a mezzo stampa, e la magistratura aveva anche ragione, perché quando un'informazione ha una diffusione capillare, è in tutto e per tutto uguale alla stampa. Anzi, ancora più efficace, perché non fai pagare un euro e venti a chi legge i tuoi sfoghi.
Se il tuo sproloquio contro il superiore ha un simbolo che raffigura la Terra, è “pubblico”, cioè lo possono leggere tutti. Anche l'ufficio Risorse umane.
Se hai commentato uno sfogo che ha già il simbolino della Terra e ti lasci andare ad aggettivi vari, possono leggerlo tutti, e prendere provvedimenti.
E poi ci sono quelle cose della vita che puoi pensare due volte prima di spedire in foto a un server straniero. La tua bambina di cinque anni compare orgogliosamente accanto a te nella foto profilo? La mostri con tutto il cuore agli amici? e il simbolino di fianco a “Pubblica”, dice “amici” o mostra la Terra?
E se dice “Amici”, li conosci davvero tutti i tuoi 1467 contatti?
Se poi stai facendo qualcosa di poco lecito, io non lo voglio sapere. Cioè, letteralmente: io non lo voglio proprio sapere. Un signore va in gita con l'amante in un giorno di malattia: uno scatto e perde moglie e lavoro. Ben gli sta.
Quindi, quando qualcuno ti contatta in quel sito tutto blu, non è una brutta idea spendere due secondi a pensare cosa gli stai per far vedere, e non fa male spenderne altri due per salutare e chiedere come mai ha pensato di contattare proprio te. E quando stai per fare considerazioni e mandare foto, guarda quel simbolino di fianco a “Pubblica”.

5: Ho le notifiche di tutto e rispondo sempre subito ai messaggi
Tesoro mio, se vuoi buttare via la vita, accomodati.

Nessun commento:

Posta un commento