18.9.14

Prima guerra mondiale: diario di un ufficiale a Caporetto

La Prima Guerra Mondiale. Diario inedito, Pio Rossi (ed. Biblioteca dell'Immagine, 2014)
Scovato da Barbara in libreria, un libro che riproduce fedelmente un diario del 1917 con la trascrizione a fronte della riproduzione a colori delle pagine originali. Il diario è stato redatto e tenuto meticolosamente dal sottotenente Pio Rossi, pittore autodidatta. Iniziato il 2 giugno a Cividale (UD) appena ricevuto l'ordine di entrare in zona operazioni e concluso a novembre nell'ospedale di Castel San Giovanni (PC) dopo la ritirata di quella che conosciamo come Battaglia di Caporetto.
Barbara: “Può interessare?”
Vlad: “. . .” (ammutolito)
Altroché se poteva interessare: un libro come questo ha almeno due tipi di valori, entrambi enormi. Più di due, come salterà fuori tra poco.
Prima di tutto è una testimonianza storica di prima mano. Grazie al sottotenente Pio Rossi sappiamo tutto della vita quotidiana di un secolo fa al fronte. Dal pericolo tutt'altro che obsoleto di granate a grappolo e attacchi con gas tossici, alle giornate impiegate a progettare e costruire baracche, ai trasporti a dorso di mulo, in “camions” o a piedi.
In secondo luogo, Pio Rossi è un colto grafomane. La sua scrittura fluente sa cogliere i particolari degni di rimanere su un diario, ma sa soprattutto mantenere una bella grafia leggibile anche mentre gli aerei Caproni gli rombano sulla testa, fornendoci un esempio gradito di come si scrivevano alcune lettere e alcune parole in modo diverso rispetto a oggi.
Ho apprezzato molto di poter vedere la sua scrittura in blu con una penna stilografica e in nero con un pennino flessibile da calamaio. Ho apprezzato di vedere le “s” doppie ancora differenziate (una alta e una bassa) in un modo che poi, nei decenni, abbiamo lasciato perdere.
Per me che ogni tanto mi occupo di narrativa, questo diario ha anche il valore aggiuntivo di ricordarmi che le vicende autentiche, a differenza di un romanzo, non sono state sceneggiate. Così come chi architetta storie da raccontare ha sempre una particolare cura di profilare e rendere ricco un personaggio prima di seccarlo, nel diario di questo soldato capita sovente di imbattersi in commilitoni caduti e di non trovare neanche un nome da mettere su una croce improvvisata, senza che questo tolga il dispiacere per i giovani che non sono tornati interi dopo aver fatto il loro dovere.

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