13.8.14

Selfie ai piedi in agosto

Va tanto di moda, lo faccio anch'io: il selfie ai piedi in agosto.
L'illustrazione sembra peggio di quello che è, ma comunque il medico è stato chiaro: se in questi quindici giorni cammini sul piede, te lo spacco io. No, scherzo!, niente minacce. Però mi ha proibito tassativamente di muovermi, di fare il chilometro a piedi e il quarto d'ora sui mezzi per lavorare, e guai ad ammettere che, una volta al lavoro, una buona metà delle mie mansioni comportano i verbi andare, correre e precipitarsi. Di solito, immediatamente. Il tecnico informatico non è sedentario.
Il risultato è che la posizione non sarà comodissima, ma sono obbligato a riposarmi due settimane prima delle due settimane di ferie che saranno dedicate a montare, smontare, buttare e spostare. Fa un mese. È una buona occasione per riprendere in mano il blog e togliere le ragnatele.

Cos'è successo
Poiché non mi chiamo fuori dalla frenesia di oggigiorno, quando si avvicinano le otto di mattina sono sempre più frettoloso e fremente. Così è capitato che, cercando il risparmio di ogni microsecondo, sono sfrecciato in bagno per passare un oggetto a Barbara proprio mentre il micione rosso Linus giungeva lemme lemme sul tappetino. Scartato a sinistra per non calciare Linus, ho calciato invece il bordo della vasca.
Barbara ha udito crac, io mi sono tappato la bocca.
Sul subito, la botta non sembrava granché. Da qui il dilemma: ufficio o ospedale? A un confronto con l'altro mignolo, non sembrava particolarmente gonfio. Schiacciando con le dita (auh!), la forma dell'osso non mi sembrava invece identica. Alché ho subito pensato ai concetti di cui sopra (andare, precipitarsi, il chilometro a piedi) e ho deciso che per decidere erano necessarie attrezzature che non abbiamo in casa e personale in grado di leggerne i responsi.

La sanità
Il personale in grado di leggere i responsi delle attrezzature non sembra essere scontato, perché dal pronto soccorso del primo ospedale mi hanno cacciato via. Sarà una faccenda di agosto, ma sembra che i presenti non si sentissero tanto in confidenza con l'ortopedia. Il tizio dell'accettazione ci ha indicato l'altro ospedale, che effettivamente è vicino ed è dotato di centro traumatologico.
«Uscite, a sinistra, duecento metri a piedi e prendete la circolare.»
Sì, me l'ha consigliato davvero. Sì, siamo andati alla fermata che diceva lui. Quella successiva era già lontana per l'ospedale che ci indicava (cioè: in quella direzione non esiste una fermata vicina), quindi siamo tornati indietro di una fermata. E un bel giro dell'isolato a piedi, perché l'entrata era dalla parte opposta.
Al traumatologico, la dottoressa mi ha sgridato per tutta la strada a piedi senza stampelle. In breve tempo mi hanno fatto la lastra, hanno rilevato l' “infrazione” e mi hanno venduto una scarpa da tallone.

Le ragnatele sul blog
Sono cresciute per qualche mese, lo ammetto, così come sui miei vari profili qua e là, lo so. Ho approfittato di un periodo di lavoro intenso per trasformarne gli attimi liberi in una specie di vacanza. Seguirà un proposito sul ritorno alla normalità frenetica e sulla frequenza dei post? Nient'affatto. A me i ragni stanno simpatici perché si pappano le zanzare. Il proposito, semmai, è quello di divertirmi a postare.
Quindi, a presto con il prossimo post di cazzeggio! Buon ferragosto e buon selfie ai piedi!

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