8.6.14

Salone della Piccola Editoria a Milano

Terza edizione per il Festival della Letteratura, prima edizione per il Salone della Piccola Editoria, che è attualmente in corso in zona Navigli nella ex fornace di via Gola – che non è proprio in via Gola, bensì qualche decina di metri più a monte lungo il Naviglio. (Lo dico perché qualcuno ieri si è confuso.) Cosa mi ha colpito fin da subito riguardo a questo evento? Nel modulo d'iscrizione si richiedeva agli editori un'autodichiarazione di non chiedere il contributo economico dell'autore*.
È un filtro che mi piace e che riprende lo sforzo di qualche anno fa di Vento Letterario, organizzata da Las Vegas edizioni, che si tenne per un paio di edizioni a Finale Ligure. La fiera intendeva dare risalto agli editori che non si rivalgono sul portafoglio degli autori per pagare editing e stampa.
Tornando al Salone, lo spazio è ben organizzato su alcune corsie di tavoli. Nonostante la calura milanese di questi giorni, tra i finestroni e un po' di condizionamento, nessuno di noi è tornato a casa con magliette impresentabili. Per quanto riguarda le proposte editoriali, il panorama è eterogeneo e va dalla narrativa di tutti i generi a poesia e saggistica. Ho notato diversi editori e collane specializzati in gialli e thriller: non puoi mancare se ti interessa qualche mistero da risolvere. Allo stand di La Ponga è presente il mio Laenur e alcune copie sono già autografate.
Per essere una prima edizione sotto l'afa che in questa città conosciamo bene, temevo che l'esodo del fine settimana avrebbe portato meno gente, ma l'affluenza del sabato sembra essere stata discreta. Io sarò presente anche nel pomeriggio di oggi. Se sei nei paraggi di Milano, vieni a fare un salto!

*Alla domanda “Cosa ne pensi dell'editoria a pagamento?”, il mio editore minimizza deragliando scherzosamente i termini: “Beh, quando un lettore compra un libro, non è in regalo.
Ecco perché personalmente ho sempre preferito non parlare di editoria “a pagamento” ma “con contributo”, perché la prima è troppo da un punto di vista addentro al meccanismo, non si spiega bene al lettore. Sono per la trasparenza assoluta. Se sei un lettore, è giusto che tu lo sappia: quando gli addetti ai lavori parlano di “editoria a pagamento” non parlano di te quando vai alla cassa a saldare gli acquisti. Se pensavi di dover avere i libri in regalo, sono dolente. Parlano di un meccanismo viziato nella scelta dei manoscritti: lasciando agli autori ogni onere e ogni scommessa, ti fanno leggere una storia che non ha veramente scelto nessuno e su cui talvolta nessuno ha mai investito una manciata di ore sulla correzione di bozze. Questo schema si rivolge solitamente alla figura più inesperta di tutti: lo scrittore esordiente puro. Una figura che non solo non è pronta a gettarsi nella mischia, ma è anche disposta a ogni salasso per un sogno che non ha gli strumenti per misurare. Mi vengono in mente certi modi di dire riguardanti il prendere a prestito le parti anatomiche del prossimo, e sono sicuro che li conosci meglio di me.

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