4.6.14

Questione di stilo 2: le penne robuste

È entrata in casa questa nuova stilo Parker IM. Io lo so, ne ho anche parlato qualche mese fa: quando ne entra una in casa, difficilmente sarà l'ultima - soprattutto per chi come me fa fuori un quaderno in pochi giorni. Ebbene, gli alberi cambiano marciapiede quando mi vedono arrivare. Si sussurrano fra loro in un alito di vento, “Quello lì un giorno ti scrive sopra”.
Vuoi perché il pennino pattina sul flusso di inchiostro dandoti una scorrevolezza senza pari, vuoi perché il meccanismo rimane nella penna in tuo possesso e non lo butti via come nel refill di una biro, la stilo è uno strumento salvavita per il grafomane. Ma è anche un oggetto di design, e con le combinazioni di alimentatore, pennino, inchiostro e carta, puoi trovarti a scoprire un'infinità di esperienze diverse. Ecco perché un mangiaquaderni ne prenderà inevitabilmente un'altra ancora.
Per mia fortuna, una delle caratteristiche con cui scelgo le penne da provare è la robustezza, e penne davvero robuste con il corpo metallico tendono a non superare le due cifre di prezzo. Le penne di plastica non possono reggere i miei ritmi: quelle che ho avuto in passato si sono frantumate, scegliendo come punto debole soprattutto il filetto di chiusura del fusto. Tremo al pensiero di come finirebbe in mano mia una Pelikan o una TWSBI a stantuffo, con il tappo a vite anziché a scatto.
Porto una penna ovunque; almeno una volta al giorno verifico se c'è ancora inchiostro o se va rabboccato, che significa svitare il fusto se non c'è una finestrella; apro il tappo in continuazione per prendere appunti; meno male che nella stessa tasca tengo solo un panno di microfibra: niente monete, chiavi, taglierini o cacciaviti, sono in altre tasche.
Al momento ho quattro penne, che si sono dimostrate tutte resistenti e meritevoli.
Rotring Art Pen con fusto in plastica verde e pennino calligrafico, che mi segue dal liceo. È in plastica, ed è intera dopo 22 anni che sono uscito dalla scuola. È vero che non può essere sotto stress come le altre penne: il fusto lunghissimo non entra in tasca, e il pennino piatto è più adatto a esercizi di calligrafia che a scrivere bozze. È comunque solida e sono sicuro di aver svitato il suo fusto molte più volte in questi anni rispetto ad altre penne che non hanno retto.
Faber Castell Loom con un corpo in alluminio largo 12 mm e quasi cilindrico. Ottimo pennino scorrevole, il filetto è in alluminio dalla parte della punta, dove nelle penne a cartuccia fatte in plastica o resina ho sempre trovato il punto debole. La parte del fusto è esternamente in alluminio mentre il filetto è in un rivestimento interno di plastica. Non è un difetto, anzi la plastica permette di chiudere saldamente la penna dopo il caricamento anche senza usare la forza di Sansone (prima del taglio). Nota dolens: io ho le mani piccole, e una penna dal fusto cilindrico di 12 mm è fatta per mani grandi.
Parker IM in acciaio con finiture dorate, l'ultima entrata in casa. È proprio acciaio, non alluminio. Anche i due filetti con cui si chiude il fusto sono entrambi in acciaio, ma con una buona stretta si chiude bene. (Ho visto recensioni che lamentano come la penna tenda ad aprirsi: oh, dopo aver caricato l'inchiostro bisogna stringere un pochino.) Il pennino non è dei più arrendevoli, tende a partire in ritardo e a fare capricci se non gli piace l'inclinazione o non gli basta la fluidità dell'inchiostro. In compenso è comodissima per me: il fusto convesso è largo 11 mm nella parte più ampia e l'impugnatura in acciaio spazzolato si assottiglia nel modo giusto. Il materiale pesa e fa da solo la giusta pressione sul foglio. Ha anche un'eleganza piacevole, come più o meno tutte le penne di questa marca. Riempita con inchiostri molto fluidi, la sto usando parecchio.
Lamy Safari Al-Star in alluminio. Non tutta in alluminio: l'impugnatura è in plastica semitrasparente, anche se il filetto sembra congegnato in modo robusto. È doppio, e oltre al fusto si regge anche alla cartuccia (o allo stantuffo opzionale) perfettamente cilindrica. Inoltre il corpo in alluminio ha un oblò che, se è installato lo stantuffo, ne mostra esattamente una delle due metà: in pochi secondi sai esattamente quanto inchiostro c'è dentro. Il fusto è un cilindro da 13 mm, ma l'impugnatura si assottiglia verso la punta ed è ben sagomata per le dita. L'estetica non è per niente il suo forte, con fusto e tappo cilindrici e la clip del tappo a U, ma la praticità del design e la comodità di scrittura sono notevoli. Lo sono anche i pennini intercambiabili e il prezzo popolare.
È una buona carrellata, ma mentirei se dicessi di aver provato tutte le penne che mi interessano. Per la prossima questione di stilo, sto raccogliendo dati sugli inchiostri neri e blu.

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