21.4.14

Reperto n. 6: le cartoline

Ravanando in casa (ormai lo sanno anche i sassi che stiamo ravanando gli angoli più reconditi della casa) è saltata fuori un'antica scatola colma di cartoline.
Ce le hai presente, no, le cartoline? Ma sì che le conosci. Sono quella cosa obsoleta delle vacanze di una volta, che ormai non si mandano più. Adesso semmai ti capita di fare una foto al panorama, tue gambe comprese se si tratta di una spiaggia, o una foto alla tua medesima persona con tanto di braccio teso a reggere il telefono. Perché ci sono alcune lievi e meno lievi differenze fra un “autoscatto” e un “selfie”. Dicevo, le cartoline.
La maggior parte vanno dal 1992 al 1994. Ne abbiamo anche degli anni successivi, fino a scemare completamente a ridosso del millennio. Da questo reperto posso trarre alcuni ragionamenti.
– Amici e compagni di classe si prendevano il tempo di scrivere messaggi fitti e goliardici in pochi centimetri, sfruttando tutti gli spazi non occupati dall'indirizzo.
– Una buona percentuale delle persone che frequentavo, scriveva con la stilografica. Nonostante si sappia che gli inchiostri più diffusi per la stilografica siano sempre stati lavabili, dopo più di vent'anni si legge ancora tutto benissimo. Non mi convincerai mai a lasciare la stilo nel cassetto e usare la biro: la biro scorre come un chiodo su un'asse di abete, al confronto.
– Amici insospettabili e non certo di estrazione culturale raffinata stendevano pamphlet impeccabili (sempre condensati in pochi centimetri, vedi sopra) laddove oggi persone piene di lauree saltano accenti, acca, punteggiatura, vocali e maiuscole in messaggi striminziti di sì e no una riga digitati amminchia.
– Se c'era qualche spazio rimasto libero dall'indirizzo e dal messaggio goliardico, veniva riempito da firme di amici, passanti, villeggianti; ti ritrovavi un sacco di saluti di gente che ti aveva dedicato un paio di secondi della propria vita senza bisogno di conoscerti.
C'è qualcosa che abbiamo perso in questi quindici / vent'anni. L'abbiamo pagato come prezzo per guadagnare altro? Oggi fai uno scatto col telefono e lo invii senza pagare né il cartoncino né il francobollo: non dirmi che non hai l'abbonamento un tot al mese per il traffico dati. Oggi mostri lo stesso scatto con tre parole sgrammaticate a tutti contemporaneamente, non ti prendi due minuti per ciascuno dei tuoi amici.
Mi rallegro di non essermi mai unito alla folla che lascia indietro accenti, punteggiatura, vocali e consonanti. Forse qualche maiuscola l'ho tralasciata. Ma almeno questo, il piccolo rispetto di parlare alle persone con le parole intere: non sono complice del suo sterminio.

1 commento:

  1. A volte mi viene nostalgia di certe forme di comunicazione: non solo cartoline, ma anche lettere e biglietti d'auguri. Certo, la tecnologia ha semplificato molte cose. Spesso, però, ha semplificato troppo.
    Fabrizio

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