30.4.14

Il piacere di “sospendere” un libro

Ne parlano tutti, è cool! È il #librosospeso. Scritto così, con l'hash davanti, per diffondersi meglio. È presentarsi alla cassa della libreria, comprare un libro e lasciarlo lì perché venga regalato al prossimo che entrerà.
Da dove viene il #librosospeso, e perché può salvarci? È veramente una trovata? Da dove viene con l'hash davanti è presto detto: Cristina Di Canio, giovane titolare della libreria “… il mio libro” (con i puntini, eh. Mica che poi la vai a scambiare per il print on demand) qui a Milano, ha avuto la prontezza di condividere su Twitter quando un cliente si è presentato alla cassa con una copia in più del libro che stava comprando. Perché era così bello che non poteva tenerselo solo per sé. Doveva assolutamente regalarlo a qualcuno. A chi? Al prossimo, che domanda.
Digressione. C'è una pianta dai fiori gialli che cresce più o meno dappertutto nella nostra zona temperata. Si chiama tarassaco, o dente di leone, o anche in altri modi. Dopo il fiore, si sa, una pianta passa al frutto, che nel caso del tarassaco è una curiosa palla di piumini bianchi che se ci soffi sopra se ne vanno via tutti. Al tarassaco mica fa schifo se ci soffi sopra, finché hai l'accortezza di disperdere il suo frutto nel vento. Il tarassaco non guarda dove vanno i suoi semi. Sa che se ne vanno, e forse troveranno un terreno in cui crescere. Ora basta con la botanica.
Da dove viene come gesto, possiamo discuterne. La parola “sospeso” viene dal caffè e da Napoli. Usanza vuole che chi può lasci un caffè sospeso, già pagato al bar, per chi può un po' di meno.
Quello che sospendi in libreria non è un caffè, fino a prova contraria. In libreria hanno i libri. Bella forza, dirai, se non me l'avessi detto tu…
Ah, ma non è mica banale. Ci sono tante cose in un libro. Ci sono conoscenze e fandonie, verità e sogni, risate e pianti. Lo sai, cosa c'è in un libro, altrimenti non saresti qui a leggere le parole di questo imbrattatore squinternato della domenica. Dove voglio arrivare: ci sarà pure un motivo se in questo nostro stesso paese, con le cifre preoccupanti che ci vengono snocciolate ogni giorno sulla crisi, con le sparate che “con la cultura non si mangia”, con il bookcrossing che fallisce miseramente manco quei parallelepipedi abbandonati in giro fossero cacche puzzolenti, il #librosospeso (con l'hash) sta facendo grossi numeri almeno come mormorio in internet.
Lo devi provare di persona: c'è un'emozione particolare nell'entrare in libreria e sentirti dire “Tieni, questo è per te.”
Come minimo ti volti di qua e di là a cercare il vero interlocutore, fino a renderti conto che la libraia ce l'ha proprio con te. “Ma da parte di chi?”
“Il cliente di ieri sera. Ha scelto e comprato questo libro proprio per te.”
Così ti trovi in mano un libro che magari non avresti scelto mai, ma qualcuno sì. È un seme di tarassaco che potrebbe germogliare. Allo stesso modo c'è un pochino di euforia nello scegliere un libro, presentarsi alla cassa e partecipare alla festa con un altro semino.
È una trovata fantastica! mi dirai. E il bello è che non è una trovata affatto. È stato un gesto spontaneo e va avanti a catena, sempre come gesto spontaneo. C'è stato chi ha provato a farne una trovata, e un grande colosso editoriale è stato sbugiardato subito per averla venduta come una propria idea promozionale. Non c'è nulla di più semplice: condividere un libro è una delle emozioni più grandi che possiamo mai provare. Torna un po' alla tua fanciullezza e ammettilo.
Più in alto ho buttato lì la sparata che questo gesto del libro sospeso potrebbe salvarci. Ci sono molte cose da salvare, non nascondere la testa nella sabbia. I numeri fanno schifo, i compensi per i mestieri dell'editoria colano a picco, la qualità delle proposte editoriali funziona come un iceberg, solo l'insolvenza si libra oltre la stratosfera. Se un autore vuole ripagarsi con i diritti la corrente con cui ha battuto sul pc il romanzo, auguri. E poi, tiri un respiro e una libreria chiude.
Vogliamo andare più sullo specifico? Io vivo in una città nervosa e cattiva. Qui agli incroci ti investono, ai parcheggi ti menano e sui rettilinei ti becchi un frontale, se nell'altra corsia c'è uno più spigliato dietro uno più tranquillo. Qui non c'è scampo se non con un gesto disinteressato come questo. Un gesto che inverte la rotta. Scegli un bel libro che ti ha dato qualcosa e fai che qualcuno si senta dire “Tieni, questo è per te.”

1 commento:

  1. *me si alza in piedi , applaude e fa una standing ovation *

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