22.12.13

Radetzky, finzione e realtà

È uscito di recente per Collana Imperium l'incalzante steampunk La macchina insurrezionale, in cui il feldmaresciallo Radetzky, il cui nome seminava terrore e sdegno nel Lombardo-Veneto, a bordo di veicoli volutamente anacronistici, legge sconsolato i rapporti sui moti di rivolta contro l'Impero.
La macchina insurrezionale di A. Forlani (Collana Imperium, 2013)
L'intraprendente ufficiale Daniele Caravà piomba al cospetto di Radetzky con alcuni dagherrotipi e un ingranditore accuratamente ripiegato. Come l'ufficiale fa notare al Feldmaresciallo, uno stesso velivolo bizzarro si mostra all'orizzonte in ciascuna delle impressioni. La conclusione dell'ufficiale è chiara: è una macchina a provocare le insurrezioni, e bisogna affrontarla e neutralizzarla.
Il punto di vista è di un soldato fedele all'impero e pronto ad atti terribili armato della sua pistola Gasser. Come sia possibile che questo racconto conservi la giusta proporzione storica sull'oppressore Radetzky, senza nulla togliere all'onore dell'ardito ufficiale, te lo lascio scoprire. Sarei proprio una bestia a raccontarti le ultime pagine.
A raccontare fatti reali e documentati, e rinfrescarci la memoria sulla storia patria, ci pensa Enzo Milano. Sempre quest'anno è uscito un suo breve saggio sulle Cinque Giornate di Milano.
Le Cinque Giornate. Milano in guerra di E. Milano (Collana Imperium, 2013)
Enzo Milano ci racconta fin da un preambolo di antefatti, dalle cariche della polizia per i festeggiamenti del nuovo arcivescovo nel 1847, agli scioperi contro i monopoli quali tabacco e lotto, all'organizzazione la sera del 17 marzo 1848 di una manifestazione per l'indomani. E poi una cronaca dettagliata degli accadimenti delle Cinque Giornate, dai tre decreti estorti al sostituto del governatore e la conseguente dichiarazione dello stato di assedio da parte di Radetzky, alle centinaia di barricate erette dai milanesi con materiali disparati, ai tricolori cuciti in fretta e appesi dove si potesse.
L'autore espone in modo chiaro quali furono le azioni di guerriglia, i palazzi occupati e i personaggi coinvolti. Fino alla battaglia campale per la conquista di Porta Vittoria, allora Porta Tosa, e un accenno all'appello inviato a Carlo Alberto perché entrasse in forze a invadere la Lombardia.

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