4.12.13

Il giorno dei dadi

Per i nostri alleati oltreoceano, oggi è il National Dice Day. Si celebrano tutti i giochi che coinvolgono l'uso dei dadi, quali che siano.
Con questa ricorrenza, i nostri alleati mi danno l'occasione di parlare del gioco a cui sono rimasto più legato, anche se da parecchi anni non mi capita di partecipare a una campagna: Advanced Dungeons and Dragons. È inevitabile per un geek della mia generazione pensare ai giochi di ruolo.
Giochi che non coinvolgono alcun calcolatore: gestisci un personaggio (o due, se ce la fai); il personaggio ha delle caratteristiche scritte su un foglio; tu lo interpreti facendolo vivere. Il master narra l'ambientazione e tu narri cosa fa il personaggio. Intorno a te, svariati amici armati di altri fogli e molti dadi, patatine, bibite, uno stereo acceso.
Così sono fatti i giochi di ruolo: prima ancora di menar fendenti e calcolare danni, si interpreta e si racconta. Ho sempre guardato con sospetto quei personaggi creati con caratteristiche troppo “bombate”, col colpo critico facile e la via spianata. Il mio occhio da raccontapalle doveva essere già all'opera: preferivo il personaggio problematico, quello che deve fare i conti con handicap e giuramenti, limitazioni fisiche e morali. Perché lo sai, la storia che stai leggendo è più interessante se il protagonista non ha lo showdown a portata di mano fin da subito.
Il mio personaggio preferito è stato un mezzelfo chierico, adepto di un culto segreto. Vincolato al silenzio, agli occhi dei propri compagni di avventura era condannato a presentarsi come un guerriero di scarsa perizia. Come Clark Kent si cambia nella cabina del telefono più vicina, il mio mezzelfo doveva defilarsi dalla battaglia qualora fosse stato necessario implorare l'aiuto divino. Un pusillanime fanfarone, ecco come doveva farsi additare per non tradire la fiducia divina. La memoria su cos'è stato della campagna si fa sfocata: farei fatica a rintracciare gli stessi amici.
Ricordo solo che non abbiamo portato a termine la campagna e, dispersi dopo un consumante scontro con un drago, anche noi giocatori abbiamo iniziato a faticare a trovare quelle ore libere alla domenica. Il mezzelfo è caduto vittima di un giocatore problematico.

1 commento:

  1. Mado' Vlad, mi fai venire nostalgia! Anche a me piacevano i personaggi così, ma io ho sempre fatto il Dungeon Master, perché ho sempre voluto tenere tutto sotto controllo.
    Se potessi rigiocare oggi (eh, magari! magari e ancora magari, cazzo) farei di sicuro (ah, AD&D eh!, perché sono scettico - lo so, non le conosco quindi non potrei parlare - le nuove edizioni) un mago (stregone, mago, quel cavolo che è) per risolvere le questioni con gli incantesimi tipo partita a scacchi ben pianificata (adoro queste cose!) o magari un monaco, ma so che quello c'è solo in D&D Xedizione.

    Grazie dell'articolo Vlad! :)

    Saludos!

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