29.11.13

Angelize

Angelize, Aislinn (Fabbri 2013)
Ovvero: leggere di angeli nel 2013. Lo devo ammettere: non l'avrei mai fatto, se non avessi letto a suo tempo Il portatore di tenebra. Tanto più perché questo nuovo libro viene da un marchio editoriale consolidato di un gruppo “major”, quando a me interessa soprattutto l'underground. Cosa mi sarei perso, se non avessi prima maturato stima per quest'autrice. Avrei borbottato in libreria: “Un altro mappazzone sugli angeli oggigiorno?! Ho altro da fare”. E invece.
E invece ho dato un'occhiata alla prima pagina per vedere giusto come inizia, e a tradimento l'ho finito in pochi giorni, preso in un turbine di musica chiassosa, ingiustizia e persecuzione, che sono proprio le cose che ossessionano anche me. E invece mi ritrovo per le strade di Milano, la mia Milano, con i palazzi degli anni Settanta “che si guardano in cagnesco” e passanti frettolosi sotto la cappa grigia.
È la città di un gruppo di sfigati, gabbati dagli angeli di un dio permaloso e vendicativo. Spingendo questi sfigati alla morte, gli angeli riluttanti si sono reincarnati chissà dove, lasciando loro tutto il fardello: il nome, l'identità, la missione e, si direbbe, anche la colpa. Così, aggratis. Troveresti qualcosa di più ingiusto che essere condannati e perseguiti per una colpa senza aver fatto niente? O come premio per aver cercato l'alternativa meno cruenta, da un punto di vista laico meno inaccettabile, per uscire dallo stallo di una non-condizione? Senza vita, senza morte, senza la purezza dell'innocenza. Un'innocenza ufficiale, riconosciuta, che per gli angeli fa la differenza. La perdita della purezza si tocca con mano, pesa e puzza.
Sull'altro piatto della bilancia, gli angeli incorrotti sono soldati della fede e non deviano dalla missione ricevuta all'inizio dei tempi. Incorrotti perché, evidentemente, barare contro il nemico peccatore non è peccato, soprattutto se è strumentale alla gloria divina. Guerra è ciò a cui pensi subito, appena compare la prima ferita che non si rimargina. Ci potrà essere davvero dialogo? La guerra è sporco e disordine, sangue e fetore, paura.
Parlando di angeli il terreno di gioco è prima di tutto un campo di moralità, e le linee si tracciano intorno ai paletti di ciò che è giusto o sbagliato. Per il funzionamento stesso della trama e del motore che spinge la storia, le considerazioni morali sono un garbuglio di zone grigie per nulla banali.
Mi ha fatto un grande piacere veder trattare con rispetto, fra gli ex-umani gabbati, un giovane omosessuale: senza riflettori e senza farne un tema, lui è semplicemente così ed è normale. Come direbbe Mikael: è giusto.
Postilla editoriale: l'ebook è impaginato molto bene e ha un prezzo giusto, né svenduto né eccessivo. In più sono rimasto colpito dalla scelta del font, che è il Charter BT donato da Bitstream al progetto X (sospetto sia la variante Charis di SIL): un font che trae l'eleganza dalla sobrietà, poco diffuso anche fra gli utenti di X a cui era destinato. Una scelta ricercata.

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