4.9.13

Un horror lontano e un fantasy vicino

Perché ci sono storie di terre vicine, che si raggiungono con un normale traghetto, o storie di terre dalla parte opposta del globo terracqueo, dove magari è giorno e non mezzanotte. Di terre lontane si intende Francesca Angelinelli, che fin dal suo esordio con la duologia Chariza ci ha dimostrato una padronanza davvero totalizzante del mondo orientale.
La sposa di Kyoto, F. Angelinelli
★★★★★
Anche in questo racconto, fresco di uscita in ebook dopo l'antologia La biblioteca dell'immaginario, Francesca ti sa proiettare in quel Giappone medievale di eleganza, semplicità ricercata e onore. Di più, ti proietta nella mente e nel cuore della sposa di Kyoto, coinvolgendoti nella sua disgrazia.

Basta un traghetto invece per la Sardegna, anche se è difficile tornare senza macchina del tempo a un passato di età del bronzo. E anche avendone una, non è detto che si possa raggiungere un tempo in cui la magia e le leggende cosmogoniche siano attualità o al massimo una cronaca contemporanea.
Iskìda nella terra di Nurak. L'amuleto del sonno, A. Atzori
★★★★☆
L'amuleto del sonno contiene tutti i tre volumi di quella che è stata presentata come la prima stagione di Iskìda. Dopo il diario di viaggio Brogliaccio del nord, è l'esordio di Andrea Atzori nella narrativa fantastica.
Come da avvertimento dell'autore, noi siamo portati a identificare la Terra di Nurak con una particolare isola ma in realtà ne è contemporaneamente anche tante altre. Certo si è dato da fare a scomodare le leggende della sua terra, dalle Janas alle tombe dei Giganti a certe torri. In questo setting primordiale, ancora permeato della potenza della creazione, la ragazzina Iskìda è alla scoperta incespicante della vita, dei propri poteri scomodi e dell'ottusità degli uomini che non capiscono più niente di fronte a questo metallo giallo che viene da fuori.
Un lettore attento potrebbe notare qualche sparuto termine che stride un pochino, visto che Andrea stesso ha sollevato l'argomento sul suo blog cogliendo l'occasione per alcune considerazioni sui refusi nell'editoria. Un lettore esigente altresì potrebbe sbuffare di fronte a uno o due elenchi. Nulla toglie vitalità a un'ambientazione davvero sentita, con personaggi dirompenti e che ancora odora della magia ancestrale oltre all'afrore della terra e dei cavalli. E poi le illustrazioni sono fantastiche.

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