30.8.13

Dissonanze

Dissonanze di Massimo Junior D'Auria (Sogno, 2012)
★★★★☆
Molto migliorato da Nero n. 9, Massimo è scatenato: le sue scale minori sono più sciolte, le basi ritmiche più incalzanti, i passaggi in tapping e sweep legano le parti come non hanno mai fatto prima.
Ma Massimo scrive libri, non suona dischi.
Ti ho sentito, là in fondo. Eppure lo leggo qui nella prefazione di Luca Filippi: Le note si fondono, trovano un accordo, creano una melodia.
Visto? Io lo sapevo, leggendolo, che mi sembrava come la scaletta di un album. La stessa cosa che è emersa di un'altra antologia, che proprio come questa si occupa di temi che mi aspetterei in un album di thrash metal. Morti e omicidi, personaggi che sono ai margini del mondo. Un barbone che ha perso tutto, una donna a cui il dolore ha tolto il contatto con la realtà. E come in un buon disco di thrash o heavy che si rispetti, il rapporto che desta l'attenzione e costruisce i motivi più riusciti è la quinta diminuita, o tritono, o diabolus in musica: la dissonanza.
Il primo pezzo “Incontro al bivio” è proprio un biglietto da visita di ciò che si leggerà: il contrasto tra la vita da barbone di Giacomo e la vita di famiglia di un tempo; fra il cuore puro del supereroe onorario e lo squallore del piano omicida, ben congegnato a metà; fra la rassegnazione e il riscatto.
“Quel verso a metà tra un ruggito e un barrito”, se questo fosse veramente un album, chiuderebbe il lato A con una cavalcata incalzante sopra una doppia cassa continua, mentre i lavoratori disperati in terra straniera scappano alla cieca dalla cosa nel campo. Come nella migliore tradizione, invece, il penultimo pezzo del lato B “E se dovessi morire?” prepara al gran finale con un ritornello orecchiabile.
«E se dovessi morire?» gracchia (…) la radio nel bel mezzo di un assolo.
Il contrasto è multiplo, fra il manifesto e l'apparente, fra carnefice e vittima, fra uomo e animale.
E il gran finale brevissimo, al ritmo alternato ora lento e ora blast beat (per avere un'idea di come lo percepisco, puoi dare un orecchio a Multinational corporations e Instinct of survival che aprono il primo demo dei Napalm Death), chiude tutto con l'ultima dissonanza, un equivoco morale fra giusto e sbagliato che fa la differenza nel giorno del Giudizio.

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