2.7.13

Bio Cyberpunk e varie

È da poco uscito Bio Cyberpunk vol. 2 di Samantha Baldin, che per l’occasione sfoggia di aver aderito più al genere quantum che cyberpunk, come invece suggerirebbero sia il titolo - che poi è il nickname del protagonista - sia l’ambientazione che si divide fra i flashback di un passato concreto e un setting interamente simulato su una batteria di server.
Prima di iniziare il vol. 1 mi sono tempestato di domande: quanto sarà cyberpunk? Ci saranno cliché? Sarà scorrevole, varrà la pena?
Alle ultime due domande, dopo la lettura, rispondo facile: l’ho divorato in pochi giorni e vale assolutamente la pena. Le domande sul cyberpunk invece sono destinate a rimanere senza risposta: appartiene al genere o no? Da una parte l’atmosfera - asettica nei server, familiare e casereccia nei flashback - testimonia per il no, dall’altra il setting interamente artificiale e la sua profondità sono per il sì. La mia opinione? La questione non è rilevante, vostro onore. Non manca mai la tensione che ci porta a divorare la pagina successiva della vicenda di Alessio/Bio; in più, mentre parte della matassa si sbroglia per lasciar emergere altri nodi ancora più complicati, ecco che la stessa esistenza del luogo interamente simulato affonda le radici nel dolore, nella disperazione e nell’offerta di una misera consolazione per sopportarlo. È giusto o non è giusto che sia sviluppato il sistema di realtà virtuale in cui si muove il Bio Cyberpunk del futuro? Sì e anche no, ovviamente. E ancora: come ci si rimette in piedi quando ti crolla intorno tutto il mondo intorno? L’importante non è la risposta ma la domanda, soprattutto nella fantascienza visto che ci piace perdere il sonno sui grandi problemi irrisolvibili.
Per puro diletto mi gira di fare una digressione sulla verosimiglianza della vicenda e del setting. È possibile che una personalità interamente digitale, slegata da un corpo, esista e “pesi” quanto un odierno hard disk? Come riferimento letterario, il backup di una personalità emulato su un elaboratore è una presenza familiare almeno fin da Neuromancer. Fisicamente, è possibile che la nostra personalità sia registrata su miliardi di sequenze di RNA, e il reverse engineering va avanti. A quanto pare, le periferiche di input con cui un password si “pensa” sono già in preparazione, e il “peso” in gigabyte di Bio sembra verosimile in relazione alle possibili esperienze accumulate e a una compressione decente.
È possibile che una personalità viaggi trasferendosi da un server a un altro con la sensazione di percorrere una strada? Un sistema ideato come simulazione della vita, è possibile che sia stato concepito per rendere inservibile la copia originale di un costrutto dopo la duplicazione. Informaticamente può essere una forzatura? Rendere necessaria una firma digitale per l’esecuzione di una personalità è una soluzione possibile, e ricorda molto da vicino la trovata che, per musica, film e libri, è nota a molti come DRM. E alcuni connettori già disponibili oggi permetterebbero il trasferimento di Bio in tempi accettabili.
Infine, è possibile emulare interamente i cinque sensi e dare a un costrutto l’illusione del mondo fisico? Parlando di quantità relativamente ai sensi misurabili, l’audio ad alta risoluzione si spinge oltre le capacità dell’orecchio, mentre il moderno standard video UHD, con la larghezza di quattromila punti arriva molto vicino all’ordine di grandezza che può distinguere un occhio in salute. Della trasmissione di dati olfattivi, ricordo di aver sentito parlare alcuni anni fa.
Tutto questo mi fa sentire pericolosamente vicino al setting, tanto da sentirne il fiato sul collo. Spaventato a dovere fin qui, mi accingo a leggere il volume 2 in cui sarà svelato il legame del setting con la fisica quantistica! Con una certa calma, compatibilmente con il resto del comodino.
Varie ed eventuali: le previsioni danno poco nuvoloso per il pomeriggio di domenica 7 a Genova: non mancate all’appuntamento con Il fantasma di Idalca e San Hti! Infine, l’editing che ho ammesso pubblicamente è andato avanti e, teoricamente, è concluso da alcuni giorni. Non posso ancora far trapelare un titolo, non tanto per riserbo quanto perché ancora non è definitivo, ma un annuncio ufficiale si avvicina sempre di più.

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