1.2.13

QZERTY, l'epilogo

Come si poteva facilmente immaginare, non ho impiegato molto tempo per confezionare un driver completo QZERTY con MSKLC. Come promesso, riporto fedelmente l'esperienza.
All'inizio ho riprodotto fedelmente la disposizione della macchina per scrivere. La documentazione è facile da reperire: in rete si trovano foto di computer Olivetti M20 e M40, e per fugare ogni dubbio l'azienda dove lavoro ha una macchina per scrivere in segreteria. Elettrica e spenta.
L'esperienza è stata folgorante: salvo inciampare all'inizio con le posizioni della punteggiatura tutte diverse, la disposizione è indubbiamente più comoda e più rapida per scrivere torrenti di parole in italiano. Unici due veri ostacoli: la M a destra della L, a cui è davvero difficile abituarsi (per poi magari dover tornare alla tastiera americana per amministrare il server di stampa), e i simboli di punteggiatura tutti scambiati. Il concetto più ostico con cui fare i conti, da un punto di vista abituato alla tastiera informatica, è che per digitare il punto occorra premere il maiuscolo sul punto e virgola. Se mi ha dato fastidio dover pigiare il maiuscolo anche per i numeri? Assolutamente no. Scrivendo torrenti di parole, le cifre si presentano di rado; è per programmare, che tocca battere torrenti anche di quelle.
E a ben vedere lo schema della punteggiatura mi è apparso chiaro e logico abbastanza presto: è tutta raccolta lì nei quattro tasti a destra della L. Quella debole (,;:) così com'è, quella forte (.?!) con il maiuscolo: è giusto, la frase successiva inizierà con il maiuscolo, cosa c'è di più logico?
Mentre la tastiera da programmatore si fa riconoscere per la 'ì' e la 'ù' relegate lontano e raggiungibili a tentoni, la cara vecchia dattilografica sembrava vincere su tutta la linea, senonché per ottenerne effettivamente una avrei dovuto procurarmi una tastieraccia, limare quasi tutte le scritte e trovare decalcomanie che le sostituissero. D'altra parte, la tastiera da programmatore non aveva portato solo scomodità: i numeri relegati al maiuscolo, costretti a lasciare spazio a simboli che non usiamo obiettivamente mai (tipo la c con cedilla del curaçao), ce li lasceremmo volentieri alle spalle.
È qui che ho preso una tastieraccia Hama che ho preso anni fa per Frets on fire, l'ho guardata e ho visto la soluzione: scambiare di posto i tasti già esistenti. Come si vede in questa seconda illustrazione, quasi tutte le accentate hanno trovato posto dove stavano sulla macchina per scrivere. La 'à' appena a fianco dello zero, non potendo più condividere il tasto, e le due 'e' accentate hanno traslocato non potendo sfrattare il 2 e il 7. Il trattino e il resto della punteggiatura hanno trovato luoghi abbastanza familiari a chi è abituato sia alla nostra tastiera da programmatore, sia alla americana.
Quanto alla lettera M, dopo alcuni tentativi l'ho rispedita accanto alla N nella posizione da programmatore. Non solo perché abituarsi ad averla accanto alla L è stata una sfida: obiettivamente mi faceva inciampare le dita tutte le volte che incontravo il gruppo 'mp', soprattutto seguito dalla 'o' (importante ampolloso componi lampo eccetera).
La tastieraccia Hama aveva un'altra caratteristica che rendeva spiacevole la disposizione italiana che portava stampata: per far posto a un 'invio' di forma esagerata a L, la 'ù' era stata relegata a destra della 'ì', a ridurre il 'backspace' come un misero tasto qualunque. Usarla per esercitare le dita senza cambiarla sarebbe stato controproducente. (Non è quella dell'immagine: lì vedete la HP su cui ho giocato inizialmente, comodissima ma ahimè guasta.)
L'esperienza di utilizzo di questa mia trovata ibrida è stata impareggiabile. Tutti i tasti più frequenti sono a disposizione immediata delle dita. Qualche rara esitazione si un secondo a ricordare dove avevo messo la 'à', ma nulla che non si risolva con l'abitudine: le parole scorrono senza ostacoli.
La disposizione che sto attualmente usando è la tredicesima versione, la quarta dopo quella illustrata, ma rispetto a quella non ho cambiato nulla di significativo, ho solo corretto qualche svista nei 'dead keys'. Il driver per Windows e il sorgente per MSKLC sono disponibili a richiesta: saranno scaricabili quando il mio webserver vorrà collaborare.

3/2/13
Aggiornamento: il webserver si è fatto collaborativo e il sorgente per MSKLC è disponibile. Per compilarlo, MSKLC si scarica gratuitamente da Microsoft e ci mette pochi secondi.
Scarica il sorgente KLC qzitv013-src.zip

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