11.11.12

Fiera di Chiari e presentazione a sorpresa

Come ormai ogni anno, ieri siamo andati a fare un salto a Chiari per la rassegna della microeditoria. Piombati nel bel mezzo dell'orario di pranzo, quando il connazionale medio può anche aver finito la pasta fumante ma ha ancora le gambe sotto il tavolo e non si schioda, siamo andati a salutare un po' di editori con cui ci si conosce e a dar man forte agli stand di La penna blu e Sogno. Fortunatamente vicini.
Stavo quasi per pentirmi di non aver scelto oggi al posto di ieri, quando mi sono sentito chiedere se fossi stato pronto per una presentazione a sorpresa, dal momento che l'autore designato per le 17 aveva avuto un impegno improrogabile. Sono subito scappato in giro per tutta la Villa Mazzotti brandendo il cellulare come un rabdomante, a cercare un segnale internet per postare la notizia al volo almeno da qualche parte! Non che mi aspettassi di veder accorrere frotte di appassionati da tutto lo Stivale con una sola ora di preavviso, ma qualche like cliccato subito, si capisce, aiuta l'autostima. Fa bene al morale. In sala, comunque, si sono presentati abbastanza volti da riempire il campo visivo, in ordine sparso. Volti tutt'altro che passivi: sono stato incalzato di domande dall'inizio alla fine.
Si è parlato de Il fantasma di Idalca, che è di un genere strano, un miscuglio sperimentale di fantasy e fantascienza, con il compito specifico di convincere un potenziale lettore interessato al fantasy. Obiettivo clamorosamente fallito, ma va bene così. Il Fantasma, con tutta la buona volontà, non è quello che voleva lui.
Abbiamo subito aggredito la sala parlando delle stranezze del libro, il genere incerto, lasciando emergere pian piano i punti salienti del setting - l'arma di distruzione di massa, la rianimazione a uso bellico, i “golem” - incalzati dalle domande. E ho trovato a una risposta a tutti, perfino al fatidico: “Ma c'è una morale in tutto questo carosello di gaglioffi e di disgrazie?”
La morale c'è, e io la conosco benissimo: è la collaborazione, che porta gli acerrimi nemici a far fronte comune e a diventare amici per salvarsi l'un l'altro e sopravvivere.
Il momento in cui mi sono accorto di aver definitivamente perso il lettore interessato al fantasy è stato quando un astante mi ha detto che ho una visione proprio tetra di questo “futuro”. Ho voluto chiarire subito l'equivoco prima che si parlasse d'altro, nonostante avessi già detto in apertura che il mondo di Nova non esiste, che ho immaginato un mondo diverso in cui la scienza non conosce la chimica e la miniaturizzazione, in cui la nostra scienza dovesse apparire magia così come per noi apparirebbe magia la loro. Non è un “futuro”, ma una realtà smontata e rimontata con altri pezzi come se fosse fatta di lego.
E anche il dover ammettere che, per giocare al kit del piccolo antropologo, apro i giornali e mi metto a farmi dei film su quello che accade oggigiorno, deve aver fatto allontanare quel lettore specifico. Ma mi ha aiutato a capire un altro pochino di cos'ho scritto finora e, forse, di cosa farò in seguito.
Ringrazio tutti coloro che hanno voluto leggere e scoprire con me questo mondo strano, ma in particolare in questo fine settimana la mia ammirazione va ai genitori del giovanotto che, già carico di libri, ha proprio voluto anche una copia del Fantasma. Li leggerà tutti, lo so. Avrei voluto una pagina A4 anziché A5 per un autografo commisurato alla sua passione di lettore.

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