31.10.12

Compleanno con omaggio

Nel senso che io tra due giorni compio gli anni – una bella cifra tonda! – e festeggio omaggiando voialtri con un breve ebook autografato.
Perché? mi chiede il neurone in alto a sinistra. I miei neuroni si prendono libertà di parola e non sempre concordano con quello che dico.

28.10.12

Distopie locali

Visto che l'orologio mi concede un'ora in più e che oggigiorno gli apparecchi si sistemano quasi tutti da soli (la perlustrazione di casa due volte all'anno è un ricordo di passati lontani), rispolvero un paio di libri dell'anno scorso, rigorosamente underground. Uno, perché non ne ho ancora fatto favella, e invece merita: Il re nero di Maico Morellini. L'altro, perché si autoinvita coinvolto dalle analogie, e merita un giro fuori dallo scaffale: Notturno digitale di Incarico e Podestà, di cui ho già detto qualche parola.

27.10.12

Addio Corrado

L'amico e scrittore emergente Corrado Sobrero ci saluta per sempre, all'età di 44 anni.
Non mi interessa soffermarmi tanto sulle circostanze della sua morte, quanto sulle cose che gli piacevano: bere e mangiare in compagnia, ridere e scherzare.

23.10.12

Fear Factory, “The Industrialist”

I Fear Factory sono fra i principali colpevoli del mio modo di intendere la musica, la composizione, il ritmo. Pertanto, quando esce un loro disco ho sempre una certa misura di aspettative. Ogni volta scommetto che lì dentro troverò interamente brani arrabbiati, veloci ed esplosivi - e i ritornelli orecchiabili di Burton Bell. Mai deluso, finora. In quasi tutti i dischi hanno avuto un sound talmente compatto che non sembravano neanche in quattro bensì un tizio solo con otto mani. The Industrialist conferma questo loro lato, con la grancassa e il plettro che si seguono a vicenda in raffiche di palm muting.
I Fear Factory parlano dei loro classici argomenti cyberpunk, inteso come panorami interamente artificiali e considerazioni sugli ingranaggi di un mondo basato su equilibri non naturali. Da un apocalittico ammonimento contro le grandi industrie che si pongono al di sopra della legge e della giustizia (The industrialist), alle religioni che si nutrono più di violenza e sangue che di elevazione dello spirito (New messiah), a strumenti di morte automatizzati (Depraved mind murder) e un motore del mondo che si alimenta di differenza sociale (Difference engine). Chiude il disco il trittico tetro, disturbante Disassemble / Religion is flawed(...) / Human augmentation, che ammonisce prima “la tua vita insignificante è stata fabbricata per essere smontata”, per chiudere poi con la presa di coscienza del singolo di fronte al mondo disumano.