17.8.12

Mentre arriva Colosso

Nella settimana più pigra di tutto l'anno, fra le notizie dal medio oriente che promettono di non lasciare i vari eserciti con le mani in mano, accogliamo lo spauracchio dell'ennesima ondata di caldo, a cui è stato trovato come per le altre un epiteto cretino, per tacer nome e cognome del signor Globale Riscaldamento. E io che faccio? Leggo. E cosa leggo?

Ulthemar, A. Lanzetta
Tre stelle e mezza? Facciamo quattro. A buttarsi giù, mi scusi l'autore per la franchezza, ci pensa lui stesso iniziando le sue pagine con nani, elfi, goblin cattivi in un ambiente rurale, e perfino l'orfano con un cimelio misterioso. Lo si scarterebbe sulla fiducia come il solito pietrone già letto. E invece no. È una storia originale, consistente e pure narrata bene, scorrevole e con buone tecniche.
Ho apprezzato la tensione costante, il dramma di alcune comparse per mostrare nel dettaglio gli orrori della guerra, la tragedia imminente di un intero mondo che sta per fronteggiare un'invasione.
Non condivido alcune scelte stilistiche, ma sicuramente val la pena di dare un'occhiata.

Sangue ribelle, A. Banini
Vi era un tempo in cui il buon Alessio si cimentava nei primi esperimenti di narrativa con uno stile insistente in una bozza già buona dell'ambientazone dell'Impero: burocratico, globale, schiacciatore delle minoranze e degli individui meno importanti. Ora il tempo delle prove è finito, lo stile è maturo e non si fa più notare con la sua insistenza, e io dopo aver letto Sangue ribelle mi sento un po' più colto di prima.
Perché non è solo la vicenda incalzante di un popolo disperato in fuga dalla riserva, o di un morto che cammina, strappato a una setta di depravati per fare da pedina a una divinità sinistra. È anche una tesi di antropologia, che mostra con fior di esempi cosa potrebbe effettivamente succedere. Cosa abbiamo già visto succedere, in questo nostro mondo globale, in questa e in altre epoche.
Stile maturo, vicenda incalzante e contenuti validi e interessanti. Non meno di cinque stelle.

La chiave amaranto, A. Tasinato
Non avevo idea del soggetto, l'ho preso per caso durante una promozione e mi è piaciuto un sacco!
Mi ha ridato la fiducia nelle ambientazioni vampiresche. Alida è un personaggio convincente, sanguigno (mi si passi il termine), ha i suoi problemi concreti e li affronta come può. Possibilmente, menando le mani.
Fra inseguimenti autostradali, macchinazioni e laboratori segreti, una storia densa di azione. Promosso a pieni voti.

Il colosso addormentato, S. Marolla
Non si tratta dell'ondata di caldo. Comunque, pieni voti anche per Il colosso addormentato.
Cosa c'è sotto le montagne afghane? Che fine ha fatto la compagnia Pinerolo? I vaneggiamenti sugli “inglobati” in un letto d'ospedale sono solo un delirio paranoico? Suspence e orrore dall'inizio alla fine, avevo quasi paura a voltare pagina. E poi Marolla si è documentato sulle abitudini e le terminologie dei militari in modo davvero convincente. Bravo.

Creatori di universi, AA.VV. a cura di D. Bortolozzo
Ho partecipato a questa antologia, pertanto non sarebbe sportivo da parte mia tessere le lodi del mio racconto Viverne del Tolcur. Però posso tessere le lodi degli altri, avendo letto con piacere tutto il resto del volume – in special modo per Serena Barbacetto e Giancarlo Manfredi, i cui racconti per me sono quelli da cinque stelle, ma ho apprezzato le idee e le parole di tutti quanti.
Riguardo a Viverne del Tolcur innanzitutto ringrazio Diego per avermi chiesto di scriverlo, e ancora di più per aver insistito, con l'effetto di spronarmi a uscire da un brutto periodo. Il racconto nasce da una serie di sogni. Fra questi, la scena sul terrazzo con Siara era quasi letterale: in un certo senso, sono eventi vissuti in prima persona.
(Sì, i sogni erano così incalzanti da diventare una storia d'azione. Sì, ho fatto più volte sogni di guerra, guerriglia e occupazione. Sì, ho partecipato ad azioni di difesa e agguati: se vi hanno raccontato che nei mondi onirici questo non succede, si sbagliavano.)

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