17.9.11

Letture dell'estate

L'autunno è alle porte e io vi ammorbo con alcune delle letture che mi hanno tenuto compagnia in questo periodo.

Ducceschi, In questo libro c'è il Diavolo
L'autore, come me, non si fa spaventare dal metal — e questo libro funziona come un disco metal. L'ha ammesso lui stesso durante una presentazione, spiegando che la scelta dell'unico racconto fantasy è analoga alla "ballad" nel mezzo di un disco "thrash", che concede una pausa di melodie oniriche pur su un ritmo sostenuto.
Letti anche gli altri pezzi, un po' tutta la raccolta per me è stata fedele a questa metafora: un vero disco horror rock, dal sapore fra Kiss, Alice Cooper e Carcass. Ne ho sentiti i ritmi ossessivi, i riff taglienti e le quinte diminuite. Ogni brano attacca un motivo incalzante su un archetipo diverso di mostri che popolano le nostre paure. E sono mostri vicini, abitano in un ospizio di Berchiavilla come sotto il metrò di Milano. Dagli strigoi locali a non morti di origine foresta, dai rimasugli della Seconda guerra e di disastri ferroviari a demoni che hanno atteso lunghe ere, fino a una suite finale tutta di mostri attuali, di una malvagità così vicina che se ne sente il fiato sul collo, che mi piace immaginare al ritmo del "blast beat" del grindcore. In questo libro c'è davvero una finestra su un inferno.

Poggioli, Loèdill I. Guardiani fra i mondi
Primo tomo di una saga truce di fantasy classico, sempre sul filo del rasoio.
La setta dei Loédill, guardiani del Portale fra le dimensioni del Tempo, fin dalle prime pagine è alle prese con la minaccia del massacro. Il Tempo diverrà veicolo degli abominevoli esperimenti del Consiglio? Il Portale morirà? Anélin e Sendéill soccomberanno fino all'efferato sterminio dell'ultimo rappresentante?
Loédill è anche l'esordio di Francesca, ed è un poderoso volume autoprodotto attraverso Lulu. Se ha fatto male o bene, può essere oggetto di lunghi dibattiti (e lo è stato, fra me e lei). Da una parte rimango un fiero sostenitore dell'orgoglio fai da te (io che negli anni ’90 inquinavo con fanzine deliranti e sopra le righe, come farei a sostenere diversamente?), dall'altra lo devo ammettere: si sente la mancanza di un buon passaggio di editing in più.
In ogni caso la vicenda è appassionante e la tensione non allenta mai un secondo. È truce, l'ho già detto? Ci accompagna per mano mentre aiutiamo i personaggi a capire cosa caspita gli sta succedendo e in che modo opporsi a una disfatta totale e quasi certa. Non solo, Francesca ha il grande pregio di aver creato un setting che sta in piedi, con un background ricco, esotico e convincente. Non è da tutti.
Piccola nota personale, questo libro mi ha tenuto compagnia dopo l'addio a papà.

Black, I guardiani delle anime. La maledizione della Regina
Fumettone! Superpoteri magici, botte da orbi, personaggi dal look strampalato e dal fisico statuario. E al cospetto di un'antica Regina e del Presidente in persona, nientemeno!
Il setting ha quel sapore di spaghetti Iu Es Ei. Questi strani Americani guidano auto e moto europee, bevono espresso e tè e si scambiano effusioni del tutto mediterranee. L'esattezza antropologica non è certo la forza di questo setting. Ma è questo il bello, come davanti a una cinepresa di Leone. Primissimi piani su volti truci e armi minacciose, la solidità del narrato viene dalla spontaneità di personaggi sopra le righe, dalle loro morti continue come se fossero pause ai servizi, dagli effetti speciali di combattimenti da sala buia e pop corn.
In agosto avevo anche dietro l'ebook reader. È un bel periodo, si trovano ottime novelle a meno di un euro, così ho letto buoni racconti di fantascienza di Diego Bortolozzo e Francesco Verso. A un prezzo così che devo fare, lasciarli lì? Giammai!

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