1.3.11

Colloquio di assunzione

Da un appunto del 2003, il colloquio d’assunzione di un eroe fantasy.

Mentore: Tu sei un Eroe. Ho bisogno che salvi il mondo.
Eroe: Ah… beh… sai, ho molto da fare, oggi. Sul serio.
M: Ma questo è più importante. Il mondo sta per finire come lo conosciamo. Cambierà e, dammi retta, scordati che sia in meglio.
E: Davvero, ah… il… mese prossimo. Possiamo parlarne il mese prossimo? Sarò lont… ah, voglio dire… avrò un sacco di tempo, per allora.
M: No, non c’è tempo da perdere. Il nemico è troppo potente. E poi ti sta dando la caccia, gli ho detto che avresti salvato il mondo.
E: Cosa… perché l’hai fatto?! Dove mi nascondo, adesso? E come cavolo vuoi che salvi io il mondo schifoso quando quello mi da la caccia?
M: Devi dirmelo tu. Sei tu l’Eroe, non io.
E: Mi hai fregato. E io cosa ci guadagno?
M: Lavorerai per una saga di tre libri. Vivrai avventure allettanti ed entusiasmanti come la gente comune può a mala pena sognarsi. Tutti ti invidieranno.
E: Seh. Ho capito. Acciacchi, raffreddore, ferite mortali, notti all’addiaccio e via andare. Ma quanto mi dai?
M: Avrai fama imperitura e tutti canteranno le tue lodi.
E: La mia paga, amico. Oro? Diamanti? Pietre preziose? Un vitalizio? Una villa in Sardegna?
M: E i tuoi panegi— ah, quella paga. E chi se ne frega? Hai poco da vivere.
E: … Ah. Suppongo che… non è che ti manda l’Autore?
M: Bingo. E non prenderti il disturbo di rifiutare, tanto salverai il mondo comunque. Accetti?

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