29.1.10

I numeri non scherzano più

È finito da poco un anno, è tempo di statistiche: anche per questa volta ci tocca l'articolo sugli incidenti stradali, su tutte le testate. Quanti sono stati, qual è l'andamento rispetto alla volta scorsa, di chi è la colpa.
Quando parlo delle statistiche sul 2008, tutti cascano dal pero, ma io non scorderò mai il discutibile gioco di prestigio
con cui il dato più insignificante - cinque unità su oltre duecento! - era elevato a vero e proprio "identikit" (sic) di tutta una categoria.
Non c'è da scherzare, ora. A un quasi raddoppio fra il 2007 e il 2008 segue un quasi raddoppio fra il 2008 e il 2009: se la progressione geometrica si stabilizza, nel giro di pochi anni non ci saranno abbastanza vittime da falciare. Il dato, questa volta, è stato presentato sinotticamente: una cifra totale, il suo rapporto con la cifra analoga precedente. La divisione dei sessi e l'incidenza di alcol e droghe sono presentati sobriamente come percentuali rispetto al totale, senza trucchi. Una novità mi fa particolarmente piacere: aver letto del conteggio delle vittime. Prima non c'era. È solo un paio di numeri, ma è un modo per ricordare che un incidente stradale ha anche una conseguenza, oltre a quella di comparire in una statistica: qualcuno si fa male.

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