16.7.09

Nel frattempo…

Cos'è successo in questi giorni in cui non ho avuto un attimo per il blog?
Ho avuto caldo da star male, come nel 2003.
Ho ancora caldo da star male.
Ho letto molti scritti interessanti. Altri potrebbero migliorare. Ho riletto alcuni scritti miei, che possono solo migliorare.
Linda Rando ha ricevuto nuovi attacchi da case editrici con contributo, che si sono così tirate sui piedi una zappa bella grossa.
Avevo in mente di scrivere qualcosa di più dettagliato sugli editori con contributo e i loro segni di riconoscimento, ma le ragazze di Studio83 l'hanno già fatto, e meglio.
Mi sono perso uno sciopero della rete. Anche se sono arrivato tardi per partecipare, vorrei timidamente mostrarmi in disaccordo con le nuove norme.
Ma certo che le rispetterò. La legge è legge.
Luca Baccari, che già conosco da tempo grazie alla nostra presenza come fauna autoctona su Terrybrooks.it, ha preparato nientemeno che un documentario sull'editoria a pagamento. Pur con qualche scelta lessicale "di parte", è interessante.
Per "di parte" intendo che "editoria a pagamento" ed "editoria graduita" sono accezioni strettamente dal punto di vista dell'autore, mentre di punti di vista ce ne sono tanti, dall'editore, all'agente, al lettore. Per nessuno di loro vale la distinzione, dal momento che in ogni caso il cliente acquista e l'editore spartisce gli utili: per questo preferiamo parlare di "editoria con contributo" (l'autore sostiene in tutto o in parte le spese della tiratura) ed "editoria tradizionale" (l'editore acquisisce il manoscritto come materia prima, e si assume il rischio d'impresa).
C'è la crisi. C'è ggrossa crisi. Il declino dell'editoria è sbandierato da non so quanti anni, ma qua io vedo un libro in mano a tutti -- sui mezzi, sulle scrivanie, sui tavolini, al parco. O sono io che frequento solo gente colta, o la gente legge.
Mi dicono che si pubblicano molti libri di qualità dozzinale, con molti refusi, congiuntivi sbagliati, copertine terrificanti, colpi di scena telefonati, luoghi comuni, infodump e quant'altro. Se questo è vero, c'è ben spazio per un operatore piccolo piccolo ma che si pregia di fare un lavoro ben fatto.
Continuo a leggere anche perché mi piace. Un libro apre le prospettive, è cibo per la mente, sempre.

3 commenti:

  1. Francessco11/08/09, 12:37

    Nooooooooooo!! Ed io che ho appena pagato 7500 unità monentarie per la pubblicazione su scala planetaria del mio libro "Le Ricette di Nonna GIna ed altri racconti dell'Orrore!"

    RispondiElimina
  2. Sono d'accordo con te con la questione "spinosa" della denominazione delle case editrici tradizionali come "gratuite".
    Avevo un po' di perplessità che ho espresso a Luca. La sua scelta, in effetti, è stata proprio quella di privilegiare il punto di vista dello scrittore, per essere immediatamente comprensibile al suo target.
    Ti ringrazio inoltre per averci citate, se la cosa ti può interessare abbiamo riassunto le nostre considerazioni sull'editoria a pagamento e sugli strumenti per valutarne le strategie in un articolo in PDF liberamente scaricabile dal nostro blog :-)
    ciao e a presto ^^

    RispondiElimina