31.12.08

Bilancio bisesto

Stiamo per buttarci alle spalle un anno pesante, faticoso, tutto in salita. Non mi lamento più di tanto: è stato in salita per molti, quasi il "mal comune" della locuzione. Non ho la palla di cristallo per il 2009, ma almeno alcuni trampolini sono stati già posizionati. La Penna Blu Edizioni è una realtà consolidata, ho raccolto il primo riconoscimento a un concorso, il romanzo su cui mi sono arrovellato per quattro anni è concluso e sta facendo il suo giro per farsi valutare. Poi c'è finalmente il diritto di occupare quattro mura: trasloco lungo e sofferto, ma ormai è fatta. Mi posso rilassare? Paolo Fox direbbe che no, il rilassamento non è ciò che cerco. Vedremo.
Alcune opere mi hanno accompagnato nella strada tortuosa di quest'anno. Non sono necessariamente targate 2008, ma lo sono per me in qualche modo, come una specie di selezione dei brani per la colonna sonora di un film. Non ditemi che i libri non si ascoltano, fanno parte di questa colonna sonora lo stesso. Capiamoci.

The last sucker (Ministry)
Al Jourgensen ha chiuso. Con questo album dichiara di terminare la carriera dei Ministry. Farà sul serio? Non lo so, l'ho sentito dire a tanta gente prima. Gran disco, davvero. Arrabbiato, caustico, grintoso: se è un modo per uscire di scena, è proprio in grande stile.

Frozen EP (Curve)
Gli artisti crescono e maturano nel tempo, ma niente da fare: questa perla, che precede l'esordio del 1992 in LP, mi riempie di emozioni tutte le volte che sento The colour hurts o Coast is clear. Ho sviluppato dipendenza dalla voce di Toni Halliday, vivo per l'istante in cui pronuncia "Why do you grow inside me".

Il pianeta degli scheletri (Nino Salamone)
Ho conosciuto il professor Salamone ormai qualche anno fa. Ci ha presentati un amico comune perché potessimo scambiare qualche impressione sul mondo della carta. Io ne avevo ben poche da offrire allora, per me era tutto nuovo, mentre lui aveva due pubblicazioni alle spalle. Il suo libro per me è stato un'importante occasione di confronto letterario con un autore del mondo underground.
L'ambientazione di Salamone ci presenta un'Europa risorta a fatica dalle macerie del proprio autoconsumo. Abbiamo ridotto male il nostro mondo, causato ferite profonde, edificato ecomostri che la Terra non riuscirà a gestire quando nessuno si presenterà per mantenerli in efficienza. I protagonisti affronteranno un'odissea alla volta di New York alla ricerca di un'origine simbolica della civiltà occidentale, per capire meglio le ragioni ineffabili di quel modo di vivere così dirompente ed esaustivo da lasciare ai posteri solo pattumiera. Troveranno anche di più.
Uno stile curioso, dialettico, che ci riporta ai tempi antichi quando la letteratura era teatro e i libri sfruttavano il dialogo come strumento unico di sviluppo e trasmissione delle informazioni.

Bay City (Richard K. Morgan)
Incalzante, vivo, digitale, amaro. L'intera ambientazione gravita attorno al presupposto che sia possibile fare un backup della coscienza di una persona e ripristinarlo in un corpo fisico, meccanico o addirittura virtuale. Takeshi Kovacs è un guerriero e i suoi istinti sono stati forgiati in laboratorio per renderlo adattabile. Quali sono le vere ragioni della sua libertà anticipata? Quale sarà il prezzo da pagare? Esiste un riscatto per la gente comune?

Il segreto dell'alchimista (Antonia Romagnoli)
Una serie di delitti impossibili spaventa le Terre: qualcuno sta facendo fuori i "maghi naturali", uno dopo l'altro. Ester è una giovane magistra nella città della conoscenza e riceve l'incarico di indagare a fianco del principe Nimeon: una scelta obbligata, dal momento che proprio lei è l'unica maga naturale di cui nessuno conosce l'identità. Il suo misterioso luogo di origine è una delle chiavi per risolvere l'enigma. Mi ha colpito per il suo stile espositivo così scarno e diretto, che mette in pratica il risparmio di aggettivi che io predico, inascoltato dai più.
La caratterizzazione dei personaggi è eseguita in modo egregio. So che la maggior parte della gente apprezza le personalità facili o divertenti - ce ne sono, eh. Il mago Dert è un vecchietto impertinente e dispettoso, il giovane Van è entusiasta ed esuberante e si trova presto costretto a crescere più di quello che si aspettava. Io vado sul tecnico, mi inchino di fronte ai capolavori in cui l'autore mostra una grande onestà e un lavoro preciso. È per questo che apprezzo soprattutto i due musoni del libro. Il principe è gravato da compiti e responsabilità, prende il suo ruolo sul serio, è palpabile. È il tipo che ti si attacca al braccio per farti premura, che tiene il muso lungo perché sta elaborando tutto ciò che vede/sente, che si industria in ogni momento di come mettere a frutto anni di studi finanziati da papà per diventare un buon sovrano. Gli si vedono le rotelle della testa all'opera. Ester, d'altro canto, è un capolavoro tanto perfetto di onestà da lasciare disarmati. È scontrosa, volubile, come capita a tutti noi nelle situazioni difficili o sotto pressione. Il dottore della mutua non ci ha mica ordinato di essere simpatici al prossimo a tutti i costi.

Doom (diretto da Andrzej Bartkowiak)
Dal 1994 gioco ininterrottamente a Doom. Doom 1, 2, Final, Ultimate, Eternal, Icarus, Daedalus, Memento Mori, Requiem, sempre Doom. Non ho giocato a Doom 3. Chissene.
Il film è un'americanata? È un B-movie? Irrilevante. Quando guardo il film riesco a calarmi nella storia come se mi trovassi nel livello The crusher. È uno dei pochi film che guardo e riguardo con piacere - esatto, come Young Frankenstein o The Blues brothers.

Sta finendo il mio accompagnamento dell'anno il libro Legame doppio di Christian Antonini che leggo nei ritagli di tempo. La lettura è prematura per un giudizio, ma le parti di trama che si svolgono durante la II guerra sono molto toccanti.

2 commenti:

  1. passavo di qua e ho pensato di augurare BUON ANNO! (un pochino in ritardo, ma vabbè) - Bay city l'ho letto anch'io, alcune scene sembrano scritte da Chuck Norris in persona, altre direi più da Monica Lewinsky... ma in generale è un gran buon libro.
    complimenti per il blog, molto carino!

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  2. Grazie Ivan. High five.

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