31.12.08

Bilancio bisesto

Stiamo per buttarci alle spalle un anno pesante, faticoso, tutto in salita. Non mi lamento più di tanto: è stato in salita per molti, quasi il "mal comune" della locuzione. Non ho la palla di cristallo per il 2009, ma almeno alcuni trampolini sono stati già posizionati. La Penna Blu Edizioni è una realtà consolidata, ho raccolto il primo riconoscimento a un concorso, il romanzo su cui mi sono arrovellato per quattro anni è concluso e sta facendo il suo giro per farsi valutare. Poi c'è finalmente il diritto di occupare quattro mura: trasloco lungo e sofferto, ma ormai è fatta. Mi posso rilassare? Paolo Fox direbbe che no, il rilassamento non è ciò che cerco. Vedremo.
Alcune opere mi hanno accompagnato nella strada tortuosa di quest'anno. Non sono necessariamente targate 2008, ma lo sono per me in qualche modo, come una specie di selezione dei brani per la colonna sonora di un film. Non ditemi che i libri non si ascoltano, fanno parte di questa colonna sonora lo stesso. Capiamoci.

28.12.08

Cose che capitano

Entro nella sala d'aspetto del dottore di malavoglia. Sfido, sto male. La folla già presente non mi aiuta a tirarmi su.
--- Chi è l'ultimo? --- chiedo, seguendo un galateo antico che ogni giorno temo di trovare ormai in disuso. I presenti si guardano l'un l'altro, come se avessi chiesto una cosa troppo difficile per chi non ha preso 27 in Matematica II. Cazzo, è proprio in disuso.
Sto per rassegnarmi a memorizzare le facce quando la signora alla mia destra esclama convinta, --- Io!
Tutti i presenti, sollevati che qualcuno abbia trovato una risposta, tornano alle proprie faccende di attesa. Sono molto impegnati. Il tizio alla finestra si sta facendo ballare nervosamente le monetine in tasca e mugugna una nenia con una voce da oltretomba. Posso capire che sia innervosito, dallo studio del dottore si levano parole sillabate con impazienza: la stessa sorte capiterà a tutti noi a turno; chi prima, chi dopo. Quando la porta dello studio si apre, la signora alla mia destra schizza dentro. Sì, quella che si era spacciata per l'ultima.

11.12.08

28.10.08

500 gocce d’inchiostro: il volume è disponibile

È disponibile qui il volume della raccolta di racconti del concorso 500 gocce d'inchiostro, edito da edizioni Domino, stampato su carta riciclata.
Oltre ai racconti finalisti delle edizioni 2007 e 2008, figurano alcune menzioni della giuria giudicate non meno meritevoli delle altre proposte.
Nella foto non è raffigurata la copertina del volume, bensì la mia faccia gongolante nel mostrare una parte del primo premio, che ho promesso a Luigi Brasili di pubblicare ormai molto tempo fa.

23.9.08

Gongolo per qualche goccia d’inchiostro

Primo premio su oltre 260 iscritti: posso gongolare? Mica male per essere la prima volta che la mia pigrizia intrinseca mi ha permesso di partecipare a un concorso.
Domenica mi sono recato a Soncino con tanto di postumi del primo accidente dell'anno, barbelante dal freddo in maglietta-sushi e giubbottino pseudomilitare (non ho più vent'anni, prima o poi la pianterò). Ero preparato a nulla più che un sorriso di circostanza, una stretta di mano e il volumetto promesso dal bando -- e comunque andasse, a essere solo finalista su 260, il mio ego ne sarebbe uscito ben ringalluzzito.

14.8.08

Eh?

Per celebrare il compleanno, si sedette da solo davanti al televisore, pronto ad addentare un hot dog con mostarda. Sul tavolno, un computer nuovo di pacca aspettava solo di essere aperto e provato: la qualità pura dei semiconduttori al silicone permetteva velocità di calcolo pazzesche, a dar retta alla pubblicità.
Cosa non va?

31.7.08

Capirsi

— Ciao, il mio computer fa cose strane. Polling...
Nessun problema. Ho già visto lo stesso messaggio pochi minuti prima: so tutto.
— Devi premere Control-C.
— Control-Alt-Canc-C?
— Control-C.
— Control-Canc e che cosa?
— Aspetta, arrivo io.
Amen.

25.6.08

Kiss!

Ieri sera ho visto i Kiss per la prima volta.
Di musica tosta ne ascolto a tonnellate tutti i giorni, di concerti ne ho visti tanti, ma i Kiss hanno un qualcosa di più.
Sarà che con il loro approccio sul palco hanno dato da mangiare a tantissimi artisti rock, hard rock e metal che li hanno seguiti. Il face-painting, lo spettacolo pirotecnico, il frastuono assordante, i costumi pacchiani. Dopo aver bazzicato concerti per una vita, vedere finalmente i Kiss per me è stato un po' come confrontarsi con un archetipo, come incontrare di persona Omero dopo aver letto pile di volumi fantasy.
D'ora in avanti, i concerti di altri gruppi rock e metal per me non saranno più la stessa cosa.

31.5.08

Dimostrare la paternità: il timbro postale

È semplicemente uno dei metodi per poter dimostrare la paternità di un'opera scritta. Con questo post non intendo sostenere che il timbro postale sia il migliore, semplicemente esiste e ha i suoi lati belli e brutti.

8.5.08

“Prego”

Stazione della metropolitana, ai limiti del mio ritardo, il convoglio è fermo con le porte aperte. Probabilmente anche il convoglio che lo precede avanza a fatica e il conducente non ha ancora il permesso di chiudere e proseguire. Dietro le porte un muro di carne di pendolari sbarra l'accesso. Maschere di ansia, tutti già pronti a scendere per correre chi in ufficio, chi al corso, chi in stazione.

4.4.08

Lo spettatore non è nato ieri

Non si può prendere in giro il fruitore. Un poliziesco non può presentarmi un foglio di carta A4 o Letter (sarà Letter, i polizieschi sono tutti di là) con una singola impronta, bella, nitida, che si stampa bene in vista in viola con i vapori, come se uno estraesse il foglio dalla risma con un dito solo e lo ficcasse nella stampante a getto con i guanti in lattice. Non posso vedere l'agente che perquisisce una scena per 50 minuti ininterrotti e poi mi fate vedere il dettaglio della pallottola bella in vista sotto il tavolino di una stanza appena risistemata, come se 50 minuti prima fosse nascosto.

27.3.08

Sequenzialità zoppa

Nell'universo percepibile non siamo in grado di invertire il tempo. Il prima e il dopo non si possono scambiare.
Forse.
In informatica esistono i task paralleli, laddove il sistema operativo lo permette. Che siano interi programmi o chiamate di funzione, che la cosa sia dichiarata esplicitamente dal programmatore o imposta dalla piattaforma di sviluppo, capita che un'operazione venga lanciata in un cosiddetto thread separato. Non ci interessa cosa ne fa il processore (o i processori, se sono più di uno), solo che i thread separati vengono eseguiti contemporaneamente. Se sono contemporanei, va da sé, non sono più sequenziali.

17.3.08

Tavolo luminoso

Rifacendo l'appello dei nostri possedimenti in cantina è saltato fuori un vecchio amico: il mio caro vecchio tavolo luminoso che avevo fatto in casa con tanta passione, con scarti di legno e uno scarto di plexiglas.
La costruzione è stata tanto semplice quanto proletaria. Ho già detto che il materiale era tutto di scarto? Ho tagliato i pezzi di legno in modo da fare una specie di cornice a misura del rettangolo di plexiglas, mi sono accertato che il legnetto posteriore fosse più alto in modo da tenere il tavolo luminoso inclinato. Infine ho trapanato sul plexiglas i buchi per le viti e l'ho montato sopra la cornice. Come lampada usavo una normale lampadina a goccia da 25W, anni fa, ma oggi penso che sceglierei una torcia a LED, per due motivi. Primo, è più piccola; secondo, è molto più fredda dei bulbi a incandescenza. Permetterebbe un'aggiunta che allora invece ho scartato a priori: un bel foglio di normalissima carta 80gr per opacizzare il piano trasparente (fidatevi: nessuno vuole accecarsi guardando in faccia una lampada a incandescenza), senza la preoccupazione di riscaldare l'ambiente con un allegro incendio.
Vedo alcune mani alzate là in fondo. Cosa ho disegnato col tavolo luminoso, mi chiedete?
Eh, un attimo di pazienza e tutto sarà rivelato. Fatemi rovistare ancora.

8.3.08

Cento mimose

E' passato un secolo dall'incendio, vediamo di tirare qualche somma.
L'incendio del 1908 è stato un caso limite e non è facile che si ripeta, ma intanto la prima causa di morte sembrano le violenze domestiche. L'articolo 37 della Costituzione (La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore...) è raramente applicato. La quantità di umiliazioni a cui la donna è costretta a sottostare (al lavoro, a casa, per strada...) è sempre imbarazzante.
Ne riparliamo nel 2108?

8.2.08

Barry sulla Luna

Non è tanto una notizia, soprattutto visto che ormai è vecchia di quasi una settimana. Ormai tutti coloro che negli anni ’70 (ma anche dopo) si appassionarono alla serie di fantascienza Spazio 1999 sanno già della sua dipartita. Barry Morse (10 giu 1918 - 2 feb 2008) allora impersonava Victor Bergman, voce pacata della razionalità in un ambiente gravato da una sfiga colossale.
Non ricorderò tanto le castronerie che il copione gli faceva sparare come scienziato (si sa, non è che dovesse essere uno scienziato per davvero. Mica erano effettivamente a migliaia di anni luce dalla Terra, comunque. E poi, mica si può scalzare la Luna dall'orbita con un'esplosione come quella del pilot sul serio), quanto la sua interpretazione impeccabile di un uomo di virtute e conoscenza.
Con tanto affetto.

6.1.08

In principio era il FPS

Ripescando dal lontano passato, ho ritrovato il mio modesto contributo in fatto di videogiochi. The hunt era un megawad, come sono definite le estensioni per Doom II: Hell on Earth sceneggiate su più di una mappa. Questo supportava il gioco singolo, coop e deathmatch.
Trama avvincente quanto elementare: arrestato ingiustamente (ma con un’arma!), il protagonista deve: fuggire; risalire gli scenari della stazione spaziale fino al molo; rubare una nave; dirottarla; dare al boss quello che si merita.
Se avete ancora Doom II e/o Final Doom…