11.10.06

O tempora

Musica lirica di sottofondo e una vispa anziana che si scalda la pasta precotta surgelata. Un trillo elettronico annuncia un messaggio in segreteria.
‘Ti aspettiamo’ dice una voce maschile giovanile, fuori campo. Viene dalla segreteria, si sente dalla qualità sonora ridotta.
‘Come no’ la vecchia schernisce l’ignaro giovanotto—probabilmente il figlio. ‘Per il caffè, forse.’
‘Furba, la nonna’ commenta il narratore fuori campo.
Perché è noto, passare il proprio tempo da soli ad ascoltare musica, nutrendosi di cibi precotti e surgelati, è meglio che trovarsi tutti insieme a condividere il pranzo.
‘O tempora’ dice un’altra voce fuori campo, mentre la TV si spegne. ‘O mores.’

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