2.5.06

“Mourning Sun” / Fields of the Nephilim

A quindici anni da Elizium tornano i Fields of the Nephilim con un quarto album.
I Fields of the Nephilim sono uno di quei gruppi strani, di quelli che non ce n’è un altro uguale. Ad esempio, qual è il genere dei Pink Floyd, o dei Depeche Mode? Paragone sbagliato, scusate—dei Fields of the Nephilim si sa che li si ficca sempre nel genere dark, o gothic che dir si voglia. Fatemi riformulare. Se a qualcuno piace uno qualsiasi dei gruppi appena nominati e vi chiede consiglio su cos’altro ascoltare, cosa gli tirate fuori? Dove trovate altri artisti che sono in grado di proporre qualcosa di lontanamente simile?
Dopo tre lunghi lustri, Mourning Sun è l’evidente seguito musicale di Elizium, come questo lo era di The Nephilim. Non solo per la voce cavernosa di McCoy, senza la quale non esisterebbero i Fields of the Nephilim—o le melodie oniriche del Wright chitarrista [errata corrige: nessun Wright ha suonato su Mourning Sun. A sentirlo avrei detto di sì]. Fin dalla copertina appare abbastanza chiaro che i due episodi discografici* occorsi nel frattempo non avevano veramente attinenza con il discorso interrotto nel 1990 e ripreso nel 2005.
Mourning Sun è un disco molto pignolo, come lo era il capitolo precedente. Direi, una precisione nel song writing che fa pensare più che altro ai Pink Floyd. Non una nota è stata lasciata fuori posto e i lunghi riff sognanti sono stati calibrati da mani esperte. Cosa rara di questi tempi, i brani mi sono piaciuti tutti, dal primo all’ultimo.
17 euro ben spesi, 15 anni ben attesi.

*Il primo degli episodi discografici a cui mi riferisco è Zoon, pubblicato nel 1996 da Carl McCoy ed altri strumentisti sotto il nome di Nefilim, senza Fields. Ahimé, pare davvero introvabile. Infatti, a suo tempo ho tardato a cercarlo e in seguito non l’ho più trovato. Ne so solo quello che si dice in giro, cioè che musicalmente si accosta a quel filone recente di gothic commistionato con metal ed industrial.
Il secondo invece è Fallen—purtroppo, un autentico bidone. E’ un’accozzaglia di materiale proveniente da sessioni varie ed esperimenti dei Nefilim e/o di McCoy e Pettitt, capitato sotto le grinfie dell’etichetta. C’è stato un cambiamento nei contratti nel 2002 e in queste occasioni le etichette a volte trattano il materiale registrato dal loro punto di vista, ossia come materia prima di cui detengono i diritti e che può essere stampata e venduta. Fallen è stato presentato come un disco dei Fields of the Nephilim. Come McCoy ha tenuto a specificare a suo tempo, non lo è. Sono canzoni incise da personaggi riconducibili allo stesso gruppo musicale ma, come Mourning Sun ci insegna, un album dei Fields of the Nephilim è tutta un’altra cosa.

Nessun commento:

Posta un commento